Ruolo unico per i dirigenti statali che potranno rimanere in carica per 4 anni (con l’aggiunta di 2 anni se necessario, ma per una sola volta). Licenziamenti facili e stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici. Sono solo alcune delle norme contenute nel disegno di legge delega P.a., firmato dalla ministra della Semplificazione Marianna Madia, che oggi è stato approvato dall’assemblea del Senato con 144 voti favorevoli. Il provvedimento, arrivato a palazzo Madama ad agosto 2014, è ora atteso alla Camera. Tra le novità più rilevanti la delega al governo per la riforma gli Enti pubblici di ricerca (Epr): l’ipotesi è quella di ‘scorporare’ i ricercatori e i tecnici dalle norme sul pubblico impiego e dare agli Epr autonomia sui ‘buget’ (come avviene già per la scuola, la sanità e l’università, che hanno delle normative a parte). Ecco tutte le novità in arrivo per gli statali.

LICENZIAMENTI FACILI E STRETTA SU ASSENZE STATALI Quando scatta un’azione disciplinare contro un dipendente della P.a. non potranno più passare 100 giorni (come avviene ora), e soprattutto non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile. Il procedimento dovrà essere portato avanti senza escludere il licenziamento. Il governo dunque dovrà legiferare sulla materia introducendo norme in tema di responsabilità dei dipendenti “finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare”.

A INPS CONTROLLO CERTIFICATI MALATTIA STATALI Le visite fiscali dei dipendenti statali saranno affidate all’Inps (e non più alle Asl). Dunque, all’Istituto dovranno essere attribuite le “competenze” e le “risorse” attualmente impiegate dalle P.a. per l’effettuazione degli accertamenti medico-legali. Inoltre, viene precisato che l’Inps, per le nuove visite, dovra avvalersi “prioritariamente” dei medici inseriti nelle “liste speciali” ad esaurimento, che già oggi effettuano le visite per l’Inps ai dipendenti privati.

RUOLO UNICO DIRIGENTI E RIDUZIONE NUMERO Con il via libera del Senato alla delega P.a. arriva anche il primo sì al ruolo unico per i dirigenti statali, che saranno scelti in base al “merito” e alla “formazione continua”. Chi vorrà assumere il ruolo non dovrà solamente sostenere un concorso ma dovrà anche superare un altro esame. Fino all’entrata a regime del ruolo unico, potrà essere prevista “ove necessario” la graduale riduzione del numero dei dirigenti. La delega prevede, sempre per i dirigenti, la “definizione dei requisiti e criteri per il conferimento degli incarichi”.

DIRIGENTI LICENZIABILI E A TEMPO I dirigenti della P.a. potranno essere licenziati se privi di incarico. Infatti, dopo essere stati collocati in disponibilità, potrebbero decadere dal ruolo unico. Saranno attribuiti incarichi per quattro anni, rinnovabili – in assenza di concorso pubblico – per altri eventuali due anni. In rinnovo vale per una sola volta.

RUOLO UNICO ANCHE PER DIRIGENTI AUTHORITY L’articolo 10 prevede L’introduzione “di ruoli unificati anche per la dirigenza delle autorita’ indipendenti”.

CHI SARÀ ESCLUSO DAL RUOLO UNICO DELLA DIRIGENZA Non rientreranno nel ruolo unico della dirigenza i diplomatici, i medici e i dirigenti dei settori della “veterinaria” e “sanitaria” del Servizio sanitario nazionale.

FINE SEGRETARI COMUALI. MA PRIMA PONTE DI 3 ANNI Soppressione della figura del segretario comunale. Prima della cancellazione definitiva, però, viene previsto un periodo ponte di tre anni in cui i segretari potranno continuare a esercitare le stesse funzioni (di legalità), ma dopo essere stati inseriti nel ruolo unico della dirigenza.

STAFFETTA GENERAZIONALE, MA IN VERSIONE SUPER-LIGHT Arriva la staffetta generazionale per i dipendenti pubblici, ma in versione super ‘soft’. La norma – introdotta durante il passaggio in aula – prevede la possibilità per chi è vicino alla pensione di lavorare part-time, mantenendo i contributi pensionistici per il tempo pieno solamente con versamenti volontari. Con le risorse che si renderanno disponibili, a seconda dei part-time, scatteranno nuove assunzioni. Nel testo della delega P.a. si legge: il governo dovrà prevedere “la facoltà, per le amministrazioni pubbliche, di promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione su base volontaria e non revocabile dell’orario di lavoro e della retribuzione del personale in procinto di essere collocato a riposo”. Quindi attraverso la contribuzione volontaria si potrà “conseguire l’invarianza della contribuzione previdenziale”, consentendo allo stesso tempo, “nei limiti delle risorse effettivamente accertate a seguito della conseguente minore spesa per redditi, l’assunzione anticipata di nuovo personale”, rispettando però le norme sui vincoli assunzioni. In sostanza una ‘staffetta’ in versione super light.

ARRIVANO TELELAVORO E CO-WORKING Telelavoro e sperimentazione di forme di co-working e smart-working. Lo prevede l’articolo 11 della delega P.a. Entro 3 anni dalla sua attuazione i meccanismi di flessibilita’ lavorativa dovranno essere “operativi” per almeno per il 20% degli statali che ne vogliano fare richiesta. E ancora: viene stabilito che il tele-lavoro dovrà servire anche a “creare” maggiori condizioni per il “congedo parentale”, dovranno essere previste forme per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro con voucher per baby-sitter, puericultrici, badanti specializzate e convenzioni con asili nido e scuole materne.

RIORDINO RICERCA: PIÙ LIBERTÀ E AUTONOMIA PROFESSIONALE Arriva la riforma degli Enti pubblici di ricerca (Epr). La norma trasversale – sottoscritta da Pd, ex M5s, Lega, FI e Ap – delega il governo alla riforma degli Epr prevedendo per i ricercatori e i tecnici pubblici “libertà di ricerca, autonomia professionale” e più “formazione all’aggiornamento”. Non solo, la proposta prevede anche la semplificazione dell’inquadramento della ricerca pubblica “in un sistema di regole più snello” e norme diverse per budget e spese. Gli Epr potranno quindi avere autonomia finanziaria. La riforma potrebbe riguardare 20 mila tra ricercatori e tecnici, impiegati nei circa 20 Enti pubblici. Tra questi, l’Istat, Isfol, Ispra, Cnr e i 12 enti vigilati dal ministero dell’istruzione.

NO PUNTEGGI CONCORSI PER CHI HA LAVORATO CON GABINETTI “Valorizzare” nei concorsi pubblici chi è stato ‘precario’ nelle P.a., ma escludendo chi ha lavorato nei gabinetti e, dunque, chi ha avuto contratti di diretta collaborazione “con organi politici”.

 

Tratto dall’agenzia “Public Policy”