E’ stata approvata la legge che prevede il taglio dei parlamentari da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Un taglio che se rimanesse fine a se stesso sarebbe irricevibile perché la legge non affronta nessuno dei problemi di funzionamento delle nostre istituzioni: ma accanto a questa legge, grazie ad uno scrupoloso lavoro fatto negli ultimi giorni a cui ho avuto il piacere di contribuire, si è sottoscritto un accordo tra tutti i gruppi di maggioranza per affrontare altri punti fondamentali.

L’accordo prevede che da subito si lavori per una serie di provvedimenti che realizzano una diversa struttura del rapporto di fiducia tra governo e parlamento; una modifica dei regolamenti parlamentari; una nuova legge elettorale (che tra l’altro assicuri esatta parità di genere); una legge che assicuri il diritto di voto per i fuori sede e semplifichi quello per i 6 milioni di connazionali che vivono all’estero.

Questo voto favorevole è un investimento sulla fiducia che si possano riprendere i temi per i quali ci siamo strenuamente battuti col referendum del 2016 e che si rivelano ogni giorno sempre più attuali.