La tutela dei risparmiatori e il rilancio del credito sono le finalità che stanno guidando l’azione di questi mesi. Non si tratta di fare gli interessi delle banche ma di favorire la stabilità finanziaria e la solidità del sistema affinché possa assolvere alla sua principale funzione: soddisfare i bisogni dell’economia, trasmettendo credito alle imprese e ai cittadini.

Con la Relazione al Parlamento approvata oggi, si autorizza il Governo a emettere titoli del debito pubblico al fine di reperire 20 miliardi di euro da utilizzare, qualora non avesse successo una operazione affidata al solo mercato, per provvedimenti necessari a garantire la stabilità economico-finanziaria del Paese, il rafforzamento patrimoniale del sistema creditizio e la protezione del risparmio nell’eventualità di una o più crisi nel settore bancario, assicurando:

  1. a) un adeguato livello di liquidità del sistema bancario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine, anche attraverso la concessione delle garanzie dello Stato su passività delle banche italiane
  2. b) un programma di rafforzamento patrimoniale delle banche italiane mediante interventi per la ricapitalizzazione che prevedono anche la sottoscrizione di nuove azioni.

In particolare, gli interventi del Governo avrebbero lo scopo di ripatrimonializzare banche che non presentano problemi di solvibilità ma che non hanno superato i test di resistenza a ipotetici scenari avversi e di garantire l’accesso alla liquidità in caso di tensioni su questo fronte, una situazione, pertanto, completamente diversa da quella dello scorso anno relativa alle “quattro banche”, che erano ormai in una condizione di commissariamento e di fallimento di fatto.

Si tratta di un intervento eventuale e una tantum con finalità precauzionali, che non determinerebbe, in ogni caso, effetti sul deficit, essendo una operazione circoscritta alle partite finanziarie (si emette debito per acquisire partecipazioni di pari importo che entrano nel patrimonio pubblico): si tratta, quindi, di risorse che non si sarebbero potute destinare a diverse finalità di spesa (ad esempio di carattere sociale), perché in tal caso sarebbero state contabilizzate sui saldi di finanza pubblica.

Coerentemente con quanto fatto finora, prosegue la nostra azione finalizzata alla ristrutturazione e alla innovazione della normativa italiana concernente l’intero sistema bancario, con l’obiettivo di rafforzarlo, renderlo più resistente agli shock e mettere gli istituti nelle condizioni di finanziare adeguatamente l’economia reale per sostenere la crescita.