La mia intervista al “Carlino” di Forlì sulla situazione politica nazionale (13 agosto 2019)
Di Luca Bertaccini

Un accordo tra Pd 5 Stelle? «La prima condizione è che, dovesse verificarsi, si costituisca un governo istituzionale, allargato anche ad altre forze politiche», risponde il deputato dem Marco Di Maio quando gli si chiede se una intesa coi grillini è possibile. «La crisi, che di fatto ancora ufficialmente non c’è, l’ha aperta Salvini, per scappare davanti alla responsabilità di dover aumentare l’Iva al 25%, le tasse e fare tagli in vari settori. Questo governo ha fatto manovre a debito, cioè il reddito di cittadinanza e quota 100, e questi sono i risultati».

Su una possibile scissione nel Pd «non è utile evocarla ora e per quanto mi risulta al momento non è un obiettivo dell’ex premier. Renzi ha fatto una proposta di buonsenso: quella di dare vita a un governo istituzionale». L’ex sindaco di Firenze comunque «sta dimostrando di essere l’unico, quando parla, in grado lasciare il segno, tanto è vero che gli avversari attaccano lui e non Zingaretti o Gentiloni».

Per quanto riguarda Zingaretti «è stato eletto segretario, spetta a lui la guida del partito. Non credo però che sarà lui il nome che il centrosinistra proporrà come premier. Va ricordato che non si andrà a votare per il governo, ma per il parlamento». Di certo Zingaretti «dovrà rafforzare la sua guida, circondandosi di figure di qualità». Tra queste Di Maio cita Carlo Calenda.

Salvini «intende fare una campagna elettorale lampo, capitalizzare il consenso e andare al governo, come ha detto lui, per avere ‘pieni poteri’, una cosa non prevista dalla Costituzione. Pieni poteri è da Reich, da fascismo, spero sia stato un lapsus».

In conclusione per il parlamentare Pd l’obiettivo di Salvini «è decidere chi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Si voterà nel gennaio 2022. Dovesse avere i numeri in parlamento grazie a una maggioranza sovranista costituita da Lega e Fratelli d’Italia, eleggerà una persona vicina alle sue idee strampalate su sicurezza e immigrazione».