Venerdì mattina ho partecipato in Comune a Forlì alla conferenza stampa di presentazione dei nuovi collegamenti dello scalo merci di Villa Selva. Per molti doveva essere una ‘cattedrale nel deserto’, un investimento sbagliato, un buco nell’acqua. Ed effettivamente non sono pochi quelli che – come spesso accade – hanno remato contro l’utilizzo di quest’opera.

Le cose invece stanno andando molto diversamente: con i suoi 13mila carri merce annui, lo scalo di Villa Selva diventerà uno snodo fondamentale per la logistica italiana. Come? Grazie alla tenacia dei Comuni di Forlì e Forlimpopoli e grazie ad un privato, la “Lotras” di Armando Di Girolamo, che ha investito su Forlì, sulla sua posizione geografica strategica e sulla qualità dell’infrastruttura.

Addirittura in conferenza stampa l’imprenditore Di Girolamo ha fatto capire che l’area di 17 ettari destinata allo scalo di Villa Selva, rischia di essere “piccola”:  “Con altri 4-5 km di binari potremmo portare da subito altri carri – spiega Di Girolamo – e realizzare più collegamenti con l’estero di quelli che sono in programma”. Dimostrazione tangibile che Forlì può attirare investimenti e che anche in tempo di crisi, le opportunità non mancano.