Azione parlamentare in difesa delle località e degli stabilimenti termali della Romagna. Con un’interrogazione al ministero del Lavoro, infatti, il parlamentare chiede al Governo di intervenire sull’Inps affinchè venga modificata la decisione che rivede il piano triennale di accesso alle cure termali unilaterlmaente modificato dall’istituto mettendo in difficoltà gli operatori economici.

Dopo il primo anno di applicazione, quest’anno l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha deciso di disattendere un piano triennale per l’assistenza termale ed alberghiera sulla base del quale molti operatori economici avevano basato la propria programmazione. Anche in previsione della decisione assunta dal parlamento di stabilire al 31 dicembre 2018 la conclusione di una serie di agevolazioni.

Anticipando di due anni e con un semplice comunicazione l’eliminazione di queste disposizioni di fatto viene negato il diritto di fruire delle cure per la stagione 2017 alla stragrande maggioranza di chi ne avrebbe titolo. Una decisione che sta mettendo in difficoltà gli operatori termali di tutta Italia e per la quale, con un’interrogazione al ministero del Lavoro, stiamo sollecitando il Governo affinchè intervenga sull’Inps per tentare di risolvere questa situazione che mette a rischio l’intera stagione”.

La Romagna è una delle terra a più alta “densità termale” in Italia e in Europa. Nella sola provincia di Cesena ci sono tre località termali (Castrocaro, Fratta, Bagno di Romagna), che diventano nove se estendiamo lo sguardo alla Romagna (Rimini e Riccione nel Riminese; Brisighella, Riolo, Cervia e Punta Marina nel Ravennate).

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