Ho letto l’ultima versione del “contratto di governo” tra Lega e MoVimento 5 stelle: un testo che, se attuato, ci riporterà non alla Prima Repubblica, ma molto più indietro. Si prevedono svendite del patrimonio pubblico e immobiliare italiano, nessuna indicazione sulle coperture finanziarie, nuovo debito, riduzione delle garanzie costituzionali, chiusura.

Sul piano democratico, si vuole introdurre il vincolo di mandato per i parlamentari eletti, trasformando deputato e senatori da rappresentanti degli italiani a rappresentanti di un capo politico. Propongono anche di creare un nuovo organo extra-costituzionale, il Comitato di Riconciliazione, che ricorda il Gran consiglio di mussoliniana memoria.

Si colloca l’Italia fuori dalle dinamiche europee proponendo solo un generico riferimento “all’impostazione pre-Maastricht” (dopo che nella prima bozza di due giorni fa si parlava chiaramente di permettere l’uscita dall’area euro, a dimostrazione di quanto le idee siano confuse).

Dopo aver ipotizzato la cancellazione unilaterale di 250 mld di euro di debito e aver fatto impennare lo spread, affossare i mercati e sorridere mezzo mondo, hanno corretto il tiro, chiedendo “solamente” che tutti i titoli di Stato posseduti dalla BCE non vengano contati nel rapporto debito-PIL. Come se un titolo di debito cambiasse valore a seconda di chi lo detiene. Una balla talmente grande che nell’ultima versione è stata cancellata.

Vogliono utilizzare le forze armate per difendere i confini nazionali e parlano di respingimenti di massa per risolvere il fenomeno dell’immigrazione: senza dire come lo faranno, forse perché l’unico modo sarebbe il rastrellamento e la deportazione delle persone?

Si vuole poi smantellare la riforma sulla scuola (senza proporre nulla in alternativa), niente sulla cultura, ma in compenso si va verso lo sostanziale spegnimento dell’Ilva con migliaia di persone che rimarrebbero senza lavoro. Ma tanto si potrà stare senza lavorare perché ci sarà un reddito di 780 garantito per tutti (su come si troveranno i soldi per farlo, ne parleremo un’altra volta…).

Se non ci fosse di che preoccuparsi, tutto questo farebbe quasi ridere. In gioco c’è il futuro di tutti e l’opposizione a questo disegno dipende anche dall’impegno di ciascuno di noi.

Categorie

Iscriviti alla Newsletter