Abbiamo approvato alla Camera una legge significativa, che va a tutelare i bambini e i soggetti più deboli: è quella per prevenire e contrastare maltrattamenti e abusi negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia, nelle strutture socio-sanitarie per anziani e disabili. La legge prevede l’installazione di telecamere a circuito chiuso in asili nido, scuole d’infanzia e strutture socio-assistenziali per disabili e anziani con controlli mirati e accurati per prevenire e velocizzare le indagini in caso di segnalazione di un reato. Le immagini potranno essere visualizzate e utilizzate solo previa autorizzazione di un magistrato. Ora tocca al Senato esprimersi.

 La sintesi delle norme

La legge è composta da 5 articoli. L’art.1 si occupa delle ‘Finalità’: “1. La presente legge ha la finalità di prevenire e contrastare i reati in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per anziani e disabili, a carattere residenziale o semiresidenziale, nonché di favorire la raccolta di dati utilizzabili a fini probatori in sede di accertamento di tali reati”, si spiega. “Da troppi anni ormai -si aggiunge- nei telegiornali vengono mostrati dei video di maltrattamenti negli ospizi e nelle scuole d’infanzia ed è per questo che secondo i firmatari della legge bisogna dotare i vari Istituti di telecamere di videosorveglianza”.

L’art. 2 delega il governo “ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo in materia di valutazione attitudinale nell’accesso alla professioni educative e di cura, nonché di formazione iniziale e permanente del personale delle strutture”. Una ‘formazione’ che non grava sulle casse dello Stato. “All’attuazione della delega si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Nell’art.3 si entro nello specifico della videosorveglianza. Le immagini saranno criptate, quindi protette dalla visualizzazione da parte di terzi. Nessuno quindi, a parte il pubblico ministero e la polizia giudiziaria (ma solo in casi eccezionali), avrà accesso alle immagini. “L’accesso alle registrazioni è consentito solo al pubblico ministero e, su sua delega, alla polizia giudiziaria, per lo svolgimento di indagini su reati in danno dei minori o delle persone ospitate nelle strutture. Nei casi di urgenza la polizia giudiziaria può accedere alle registrazioni dandone immediata comunicazione al pubblico ministero”. Per installare l’impianto ci sarà bisogno di un accordo collettivo stipulato dai sindacati. A tutti i soggetti che accedono alla zona videosorvegliata verrà comunicata la presenza delle telecamera. “I sistemi possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale” e la loro presenza deve essere “adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono nella zona videosorvegliata”.

L’art. 4 si occupa del monitoraggio del Parlamento. Mentre l’art.5 si occupa dei fondi ovvero del fatto che la legge non comporta costi aggiuntivi per lo Stato: “Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione della presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”