Il 20 e il 29 maggio del 2012, l’Emilia-Romagna veniva sconvolta da uno dei terremoti più forti degli ultimi tempi. 28 morti, 300 feriti, 45mila persone senza più la loro casa e danni per un valore complessivo di oltre 13 miliardi di euro.
Sei anni dopo, però, i 55 Comuni delle province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia cominciano a tornare pienamente alla normalità, grazie al lavoro di squadra messo in campo dalla regione Emilia-Romagna, dalle autorità locali e dal governo assieme alla Protezione Civile.
Un po’ di numeri per capire la portata dell’eccellente lavoro svolto: il 90% delle famiglie (14.800) sono tornate nelle proprie case, le altre invece rientreranno a breve.
Sul fronte dei dati economici, si è passati dai 419.900 occupati nel giugno 2012 ai 423.769 del giugno 2017; è aumentato l’export di 3 miliardi, mentre il PIL registra un andamento migliore rispetto al resto della regione, +2,1% contro +1,8% tra il 2016 e il 2017.
Un investimento complessivo pari a 1,9 miliardi di euro destinati ad oltre 10mila attività economiche, di cui 7mila tra negozi, uffici, botteghe artigiane, depositi all’interno dei centri urbani e oltre 3mila strutture industriali, artigianali, agricole, commerciali e di servizi.
Sono stati anni difficili, ma gli emiliani hanno “tenuto botta” e, grazie anche al duro lavoro degli amministratori locali, regionali e nazionali, sono riusciti tornare ad una non scontata normalità.