Ci siamo, stiamo per metterci alle spalle questo 2020 che ha messo tutti noi a dura prova. Non solo le oltre 74mila famiglie italiane che hanno subito un lutto a causa del Covid, a cui rivolgo il mio primo pensiero; non solo le tante persone che hanno lavorato sempre, in ogni condizione, per proteggere le nostre vite, per prendersi cura degli ammalati, per garantire le disponibilità di beni e servizi essenziali.

Perché ogni famiglia, in realtà, ha dovuto sopportare stress psicofisici senza precedenti, restrizioni, privazioni, stravolgimenti della propria quotidianità e tensioni: questo anno ci lascia cicatrici indelebili, ma non è un anno da dimenticare.

Anzi, dobbiamo ricordarlo più degli altri. Ci ha fatto soffrire e allo stesso tempo ci ha insegnato molto, a partire dal valore di tante cose piccole e grandi che troppo spesso siamo abituati a dare per scontate. Quindi se ne vada pure, questo 2020 (“anno bisesto, anno funesto”, dice la tradizione popolare: e mai come in questo caso il detto è calzante), ma non dimentichiamocelo.

Per me è stato un anno di impegno straordinario, che ha modificato completamente le mie abitudini di lavoro, spinto a sperimentare forme e linguaggi nuovi, affrontare sfide senza precedenti, imposto cambiamenti che – credo – sono solo all’inizio.

Un anno nel quale ho prodotto risultati e incassato delusioni, gettato le basi per futuri traguardi e chiuso capitoli ormai terminati. In ogni caso ho sempre e comunque interpretato il mio impegno come un servizio, al Paese e agli altri.

Non so se ho fatto bene o male, non sta a me dare questo giudizio: so di aver dato e fatto tutto quello che potevo, senza risparmio, anche in questo 2020. E che senza il supporto (e la pazienza) della mia famiglia, non sarebbe stato possibile.

Quello che mi è mancato di più sono state le strette di mano, la bellezza dell’incontro, la “fisicità” delle relazioni umane. Spalanchiamo le porte al nuovo anno, che dovrà segnare l’inizio di un nuovo rinascimento, per l’Italia e per ciascuno di noi. Restiamo uniti e sono certo che il 2021 ci farà riassaporare anche il gusto di quei piccoli gesti che riempiono di significato la nostra esistenza.

Buon anno a tutti!