Stefano Bonaccini è un condottiero e non mollerà nemmeno questa volta. Noi gli saremo a fianco anche in questa circostanza difficile.
Lo conosco da molti anni, so con quanta intensità svolga il proprio lavoro e mi è ben nota la dedizione totale con cui interpreta il ruolo di presidente dell’Emilia-Romagna, avvertendo tutto il peso della responsabilità che quel ruolo comporta. Saremo al suo fianco anche in questa battaglia.

La storia della sua malattia, però, ci ricorda una cosa fondamentale nella battaglia contro questo maledetto virus, che deve vederci tutti impegnati. Nessuno escluso.

La malattia di Stefano ci ricorda che il Covid non guarda in faccia a niente e a nessuno; può colpire in maniera docile o in modo più aggressivo, come nel suo caso. Quel che forse in troppi ancora non hanno chiaro è che stiamo fronteggiando un nemico invisibile che mai prima d’ora non solo il nostro sindaco, il nostro presidente di Regione o il nostro presidente del consiglio, ma l’umanità intera avevano conosciuto.

Ci sono misure che non ci piacciono? Certo. Io stesso alcune di quelle adottate, a tutti i livelli, non le condivido al 100%; ma le capisco e in ogni caso, da cittadino, sento il dovere di rispettarle.

Anche perchè parto da un presupposto che penso possa essere condiviso da tutti: imporre misure che riducono o fermano il lavoro, che impediscono ai ragazzi di andare a scuola, che chiudono attività, che limitano le libertà personali è forse la decisione più impopolare che un politico, a qualsiasi livello, vorrebbe prendere.

Eppure chi governa la “cosa pubblica”, chi ha la responsabilità di guidare le nostre istituzioni, ha il dovere primario di tutelare la salute pubblica e di prendere anche la più impopolare delle decisioni.

Un dovere giuridico e civile, chiaramente; ma anche un dovere profondamente etico. Assieme a quello di assicurare maggiori e adeguati sostegni economici alle attività economiche penalizzate da questi provvedimenti.

Una parte di quel dovere compete anche a ciascuno di noi: per questo dobbiamo tutti fare la nostra parte, assumerci le nostre responsabilità. “Per il bene che vogliamo a noi stessi e agli altri”. Solo così, insieme, ce la faremo.