La protesta dei sindaci italiani contro il patto di stabilità (che si svolgerà il 21 marzo a Roma) è sacrosanta e giusta. Anche per il territorio forlivese questa rigidità dei bilanci pubblici sta diventando una zavorra insopportabile.
Bisogna allentare subito i vincoli di bilancio, perché è inspiegabile obbligare i Comuni a tenere i soldi in cassa mentre fuori ci sono imprese che aspettano da mesi (o anni) di essere pagate, famiglie che hanno bisogno di sostegni, investimenti che se avviati darebbero respiro all’economia.

Mi auguro che il Governo confermi l’orientamento che pare voglia assumere, ossia allentare da subito il Patto; anche perché credo ormai sia chiaro a tutti che il rigore dei conti, da solo, porta unicamente ad appesantire la recessione già in atto e alla paralisi dell’Amministrazione pubblica. Peraltro va a gravare indistintamente su tutti i Comuni, quelli con i bilanci in ordine e quelli in dissesto finanziario, senza alcun criterio di merito e senza tener conto di chi avrebbe le possibilità di investire ma gli viene impedito in nome del rigore ad ogni costo.

Per questo sostegno pienamente la manifestazione dei sindaci italiani, che si incontreranno giovedì a Roma per sollecitare l’attuale Governo e soprattutto il nuovo parlamento, a intervenire in tempi brevissimi per allentare il Patto. Che se lasciato così rischia di diventare un cappio per i Comuni.