Si provano angoscia e rabbia nel vedere le immagini della propria città, del proprio quartiere, della propria frazione invasi dall’acqua. I danni non sono calcolabili, ma sono sicuramente ingenti: per questo occorre sostenere a tutti i livelli la possibilita’ di riconoscere lo stato di emergenza.

Il pensiero va ai coltivatori di quelle terre allagate, alle imprese danneggiate dall’acqua (e dalla neve) caduta in queste ore, ai proprietari delle cantine e delle abitazioni inondate a cui si dovranno riconoscere sostegni, almeno in termini di semplificazione dei processi burocratici e possibilmente anche dal punto di vista economico, per ripare almeno parte dei danni subiti.

In queste ore di emergenza e di apprensione non possiamo non rivolgere un enorme rinrgaziamento agli operatori di pubblica sicurezza e alle forze dell’ordine che stanno lavorando per gestire i soccorsi e gli interventi al meglio possibile, con il prezioso aiuto dei volontari il cui contributo si e’ rivelato anche in questa circostanza determinante.