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Nuove norme contro la corruzione. Sono quelle approvate dal Senato (il testo verrà alla Camera tra poche settimane per l’approvazione definitiva) con il via libera alla legge contro la corruzione. itorna il reato di falso in bilancio (anche per le società non quotate), pene più dure per i reati mafiosi, possibilità di patteggiamento solo se viene restituito il ‘maltolto’. E più poteri all’Autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone. Vediamo di seguito i contenuti del provvedimento:

SE ‘PER INDUZIONE’ MAX 10 ANNI E 6 MESI Cambia il reato di corruzione per induzione. La modifica prevede che la pena minima sia di 6 anni e la massima di 10 anni e 6 mesi. Il testo originario del Codice penale prevede invece una reclusione da tre a otto anni.

SE IN ATTI GIUDIZIARI MAX 12 ANNI Aumenta la pena per la corruzione in atti giudiziari: dunque passa da 4 a 10 anni di reclusione a 6 e 12 anni. Inoltre, l’emendamento prevede che se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di qualcuno alla reclusione non superiore a 5 anni, la pena prevista va da un minimo di 6 a un massimo di 14 anni di carcere (e non più da 5 a 12); se deriva l’ingiusta condanna superiore a 5 anni o all’ergastolo, la pena della reclusione sarà da 8 a 20 anni.

PER PUBBLICI UFFICIALI PENA A 6 ANNI. SÌ INTERCETTAZIONI Durante il passaggio in commissione Giustizia è stato approvato anche un emendamento M5s che aumenta la pena massima – da 5 a 6 anni – per il reato di cui all’articolo 318 del codice penale: corruzione per l’esercizio della funzione. Il reato riguarda il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa. La pena minima rimane l’arresto di un anno. Con l’aumento della pena massima a 6 anni sarà dunque possibile per il giudice autorizzare le intercettazioni del pubblico ufficiale interessato e viene, invece, esclusa la tenuità del fatto.

SALGONO PENE PER CORRUZIONE PROPRIA Salgono a sei e dieci anni le pene (minima e massima) per i pubblici ufficiali che compiono il reato di corruzione propria. Dunque aumenta il carcere per il reato previsto dall’articolo 319 del codice penale: “Il pubblico ufficiale – si legge nella norma così come modificata – che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa” è punito con la reclusione da sei a dieci anni (invece che 4 e 8).

AUMENTO CARCERE PER PECULATO. PENA MAX 6 MESI IN PIÙ Aumenta anche la pena massima per il reato di peculato, che passa da 10 anni a 10 anni e sei mesi.

SALE PENA ASSOCIAZIONE MAFIOSA. FINO A 26 ANNI Il provvedimento prevede anche pene più severe per chi commette il reato di associazione di tipo mafioso, aumentando la pena massima fino a 26 anni. La norma – introdotta durante il passaggio in commissione Giustizia – prevede per coloro che fanno parte di un’associazione mafiosa la reclusione da 10 a 15 anni, invece che 7 e 12. Per coloro, invece, che “promuovono, dirigono o organizzano l’associazione” la pena prevista è da 12 a 18 anni (invece che 9 e 14). Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da 12 a 20 anni (e non più da 9 a 15 anni); per i boss delle associazioni mafiose armate da 15 a 26 anni

OK PATTEGGIAMENTO SOLO CON RESTITUZIONE MALTOLTO ‘Stretta’ per i reati di concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, in atti giudiziari, induzione indebita e peculato: il patteggiamento sarà condizionato alla restituzione “integrale” del prezzo o del profitto del reato.

RIPARAZIONE PECUNIARIA PER REATI CONTRO PA Arriva l’obbligo di corresponsione, da parte del condannato per i delitti di peculato, concussione, corruzione e induzione indebita, di una somma a titolo di “riparazione pecuniaria” pari all’ammontare dell’indebito pagamento ricevuto dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio, in favore dell’amministrazione di appartenenza di quest’ultimo.

PER COLLABORATORI AUMENTA SCONTO PENA Per i collaboratori di giustizia, per i reati di corruzione, aumenta lo sconto della pena: questa infatti sarà diminuita da un terzo a due terzi. Il testo originario del ddl prevedeva una diminuzione da un terso a due terzi della pena.

NO APPALTI PUBBLICI PER 5 ANNI SE CONDANNATI Chi commette reati di corruzione non potrà “contrarre” con la pubblica amministrazione per 5 anni (e non più per 3). In altre parole non potrà sottoscrivere contratti con le Pa come nel caso di appalto pubblico. E ancora: le condanne non inferiori a 2 anni comportano l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego con le Pa e società partecipate.

AD ANAC CONTROLLO SU CONTRATTI APPALTI SEGRETATI Incremento dei poteri di vigilanza dell’Autorità nazionale anticorruzione. L’Anac dunque potrà “esercita la vigilanza e il controllo sui contratti degli appalti” segretati “al fine di prevenire fenomeni corruttivi i dati dei medesimi contratti sono altresì trasmessi annualmente all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici”. L’articolo 7, inoltre, prevede che nelle controversi in tema di silenzio assenso per la certificazione di inizio attività, il giudice amministrativo informi l’Authority “ogni notizia” nel caso di condotte “contrastanti con le regole della trasparenza”.

Inoltre le stazioni appaltanti (enti pubblici o privati che decidono di appaltare un servizio) dovranno comunicare ad Anac (ogni sei mesi) le informazioni sull’appalto (oggetto del bando; elenco degli operatori invitati a presentare offerte; aggiudicatario; importo di aggiudicazione; tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura; e l’importo delle somme liquidate).

PM INFORMERÀ ANAC SU AVVIO INDAGINI Il pubblico ministero, quando esercita l’azione penale per i reati di concussione, corruzione (propria, nell’esercizio della funzione, in atti giudiziari e istitgazione), traffico di influenze illecite, turbata libertà dell’asta pubblica, informerà il presidente dell’Authority Anticorruzione.

ESTINZIONE RAPPORTI DI LAVORO Scende la pena minima (da 3 a 2 anni), per corruzione, con cui scatterà l’estinzione del rapporto di lavoro.

ESTESA CONCUSSIONE Il reato di concussione viene esteso anche all’incaricato di pubblico servizio. Lo prevede l’articolo 2 del ddl. Nel nuovo testo dell’articolo 317 del codice penale si leggerà: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.