Dalla stretta alle porte girevoli alla possibilità per i magistrati di un solo passaggio di funzioni nel corso della carriera. Ma anche il fascicolo delle performance per le valutazioni di professionalità e nuovi illeciti disciplinari per chi non rispetta la presunzione di innocenza. Nonostante il Governo si sia impegnato a non porre la fiducia sulla riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario, ha tuttavia richiesto ai partiti di lavorare sul testo alla Camera, senza apportare nuove modifiche al Senato ( eventualità che implicherebbe un ulteriore passaggio a Montecitorio e finirebbe per allungare i tempi previsti per l’approvazione definitiva).

Come Italia Viva non abbiamo votato a favore della riforma, astenendoci, sia perchè non condividiamo l’idea che i provvedimenti diversi dai decreti legge debbano essere esaminati da un solo ramo del parlamento; sia perchè pensiamo che il testo non si sufficiente per contrastare il potere delle corrente, valorizzare il merito, contrastare i privilegi (come ad esempio i doppi stipendi).

Vediamo le principali modifiche apportate al testo dopo l’ok alla Camera

AUMENTANO I MEMBRI DEL CSM Elevato da 24 a 30 il numero dei componenti del Csm. Tra i membri di diritto sono ricompresi il presidente della Repubblica, il primo presidente di Cassazione e il procuratore generale della Cassazione. Nel dettaglio, i componenti togati passeranno da 16 a 20, mentre i membri laici da 8 a 10. Per questi ultimi (eletti dal Parlamento), la parità di genere dovrà essere garantita al momento della candidatura e non più tra gli eletti, in base agli articoli 3 e 51 della Costituzione.

MAGGIORITARIO BINOMINALE E DEFINIZIONE COLLEGI PER DECRETO Via libera alla ridefinizione del sistema di elezione della componente togata del Consiglio superiore della magistratura, con la determinazione dei collegi che avverrà attraverso decreto del ministero della Giustizia, previo parere del Csm, al fine di “garantire che tutti i magistrati del singolo distretto di Corte d’appello siano inclusi nel medesimo collegio e che vi sia continuità territoriale tra i distretti inclusi nei singoli collegi”. Le nuove regole introducono poi un sistema misto, maggioritario binominale con quota proporzionale. I collegi binominali eleggeranno due componenti del Csm l’uno, ma sarà prevista anche una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale per i giudicanti, e il recupero di 1 miglior terzo per quelli requirenti. A livello di collegio binominale, le candidature individuali prenderanno il posto delle liste, per un minimo di sei candidati in ogni collegio, di cui almeno 3 del genere meno rappresentato. In caso di assenza del numero minimo dei candidati o dell’equilibrio di genere nelle candidature, si procederà con il sorteggio per arrivare al minimo dei candidati previsti; il sorteggio sarà previsto anche per riequilibrare le candidature del genere meno rappresentato.

STRETTA SULLE PORTE GIREVOLI TRA POLITICA E MAGISTRATURA I magistrati con incarichi elettivi e governativi (nazionali e locali) non potranno esercitare in contemporanea funzioni giurisdizionali. Per loro, al momento dell’assunzione di incarichi, scatterà l’obbligo di collocamento in aspettativa, senza assegni in caso di cariche locali. Per le altre, sarà conservato il trattamento economico, senza tuttavia “la possibilità di cumulo con l’indennità corrisposta in ragione della carica”. Al termine del mandato i magistrati che hanno ricoperto cariche elettive di qualunque tipo, non potranno più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale, mentre quelli che hanno svolto incarichi apicali (ad esempio capi di gabinetto, capi dipartimento e segretari generali dei ministeri) dopo un mandato di almeno un anno, resteranno per ancora un anno fuori ruolo – ma non in posizioni apicali – e poi rientreranno, ma per tre anni non potranno ricoprire incarichi direttivi. Per i magistrati candidati in competizioni elettorali e non eletti per tre anni non sarà possibile tornare a lavorare nella Regione che ricomprende la circoscrizione elettorale in cui si sono candidati, né in quella in cui si trova il distretto dove lavoravano, né potranno assumere incarichi direttivi e svolgere le funzioni penali più delicate (pm e gip/gup). Se provenienti da uffici con competenza nazionale (ad esempio la Cassazione), non potranno svolgere funzioni direttamente giurisdizionali per tre anni.

PER MAGISTRATI UN SOLO PASSAGGIO DI FUNZIONI Il passaggio da funzioni requirenti e giudicanti potrà essere effettuato una volta nel corso della carriera entro i 10 anni dall’assegnazione della prima sede (escluso quindi il periodo di tirocinio di 18 mesi). Trascorso tale periodo, sarà ancora consentito, per una sola volta: il passaggio dalle funzioni giudicanti alle funzioni requirenti, purché l’interessato non abbia mai svolto funzioni giudicanti penali; il passaggio dalle funzioni requirenti alle funzioni giudicanti civili o del lavoro, in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, purché il magistrato non si trovi, neanche in qualità di sostituto, a svolgere funzioni giudicanti penali o miste.

FASCICOLO DELLE PERFORMANCE E VOTO AVVOCATI IN CONSIGLI GIUDIZIARI Per la valutazione di professionalità dei magistrati, il ruolo dei componenti laici dei consigli giudiziari verrà esteso, permettendo agli avvocati di esprimere voto unitario sul magistrato in verifica (sul punto è pendente il referendum abrogativo giudicato ammissibile dalla Corte costituzionale). Viene inoltre istituito il fascicolo della performance del magistrato che sarà preso in considerazione in sede di verifica della professionalità per l’attribuzione degli incarichi direttivi e semidirettivi, per la progressione economica e per l’attribuzione delle funzioni di reiterati giudizi non positivi. Il fascicolo conterrà per ogni anno di attività “i dati statistici e la documentazione necessaria per valutare il complesso dell’attività svolta, inclusa quella cautelare, sotto il profilo sia quantitativo che qualitativo, la tempestività dell’adozione dei provvedimenti, la sussistenza di caratteri di grave anomalia in relazione all’esito degli atti e dei provvedimenti nelle successive fasi o nei gradi del procedimento e del giudizio, nonché ogni altro elemento richiesto ai fini della valutazione”.

 STOP NOMINE A PACCHETTO PER INCARICHI DIRETTIVI Per evitare le cosiddette “nomine a pacchetto”, nell’assegnazione degli incarichi direttivi, si seguirà l’ordine di ‘scoperture’, salvo deroghe per gravi e giustificati motivi e ad eccezione dei posti di primo presidente e procuratore generale della Cassazione, di carattere prioritario. Tra i criteri di valutazione delle attitudini e del merito, si terrà conto delle specifiche competenze richieste per l’incarico al quale il candidato aspira, considerando le esperienze fatte in posizione di fuori ruolo, solo se idonee a favorire l’acquisizione di competenze coerenti con le funzioni direttive e semidirettive. In caso di parità nella valutazione, subentreranno due criteri residuali: anzitutto, il criterio del genere meno rappresentato (se a livello nazionale e distrettuale emerge nella copertura dei posti direttivi o semidirettivi, una significativa sproporzione tra i generi) e, infine, il criterio dell’anzianità. Per la trasparenza delle procedure di selezioni, si procederà con la pubblicazione sul sito del Csm di tutti i dati del procedimento, dando modo di partecipare alle scelte su direttivi e semidirettivi anche ai magistrati dell’ufficio del candidato e prevedendo l’obbligo di audizione di non meno di 3 candidati per quel posto. La delega, infine, impegna il Governo a ridurre il numero degli incarichi semidirettivi.

NUOVI ILLECITI DISCIPLINARI E TUTELA PRESUNZIONE INNOCENZA Tra i nuovi illeciti disciplinari vengono inserite le condotte relative alla violazione dei divieti riguardo ai rapporti tra organi requirenti ed organi di informazione. Mentre, a tutela della presunzione di innocenza, costituirà illecito “l’avere indotto l’emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale in assenza dei presupposti previsti dalla legge, omettendo di trasmettere al giudice, per negligenza grave ed inescusabile, elementi rilevanti”. Nell’elenco degli illeciti commessi nell’esercizio delle funzioni giudiziarie verrà considerato il mancato rispetto di misure relative alla funzionalità degli uffici e allo smaltimento dell’arretrato. Questo verrà punito con una sanzione non inferiore alla censura e, in caso di reiterazione, con “la temporanea incapacità di esercitare le funzioni direttive o semidirettive”.

CONCORSO IN MAGISTRATURA DOPO LAUREA Arrivano semplificazioni per ridurre i tempi di accesso in magistratura. Nello specifico, la norma approvata introduce la possibilità di accedere al concorso direttamente dopo la laurea, facendo decadere l’obbligo di frequenza delle scuole di specializzazione. Vengono valorizzati i tirocini formativi e attribuita alla Scuola superiore della magistratura l’organizzazione di corsi di preparazione al concorso in magistratura per i tirocinanti e per chi abbia svolto funzioni nell’ufficio per il processo del Pnrr. Inoltre, la prova scritta del concorso per magistrato ordinario consisterà in tre elaborati scritti, con la riduzione delle materie orali.

RIORDINO DISCIPLINA FUORI RUOLO PER TUTTE LE GIURISDIZIONI Via libera, infine, al riordino della disciplina del collocamento in posizione di fuori ruolo dei magistrati ordinari, contabili e amministrativi. Esclusi dalla delega i magistrati militari, considerati separatamente ai fini dell’eleggibilità e del ricollocamento. Potrà essere collocato fuori ruolo solo il magistrato che abbia svolto già per 10 anni le funzioni giudiziarie. Rientrando dopo 5 anni di fuori ruolo, il magistrato potrà essere nuovamente collocato fuori ruolo solo dopo aver svolto le funzioni giudiziarie per almeno 3 anni. Complessivamente, non potrà restare fuori ruolo per più di 7 anni, prolungati a 10 per specifici incarichi (presso gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale, gli organi del Governo e gli organismi internazionali). Inoltre, sarà consentito il collocamento fuori ruolo solo quando per l’incarico che il magistrato intende assumere risulti necessario il suo specifico grado di preparazione, competenza ed esperienza. Il fuori ruolo non potrà essere autorizzato se il magistrato esercita le proprie funzioni in una sede che presenta una rilevante scopertura di organico.