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Abbiamo approvato alla Camera un nuovo decreto sul gruppo Ilva. Il testo prevede una possibile proroga di 18 mesi per l’attuazione del Piano ambientale; estensione del cosiddetto scudo giudiziario; assunzioni in Arpa Puglia; procedura definita per l’eventuale modifica del piano ambientale. L’obiettivo è quello di coniugare la necessaria difesa dei posti di lavoro e del valore economico di tutto il settore, con l’altrettanto necessaria tutela dell’ambiente. Nella convinzione che lo sviluppo economico del futuro non possa prescindere dalla questione ambientale.

La sintesi del provvedimento

POSSIBILE PROROGA 18 MESI ATTUAZIONE PIANO AMBIENTALE Il decreto prevede la possibilità di prorogare di massimo 18 mesi il termine ultime – oggi fissato al 30 giugno 2017 – per l’attuazione delle prescrizioni contenute nel Piano ambientale. La eventuale proroga si applicherà ‘ad ogni altro adempimento, prescrizione, attività o intervento di gestione ambientale e di smaltimento e gestione dei rifiuti riguardante Ilva in amministrazione straordinaria e le altre società da essa partecipate anch’esse in amministrazione straordinaria’. Il termine ultimo sostituirà quindi ‘ogni altro diverso termine intermedio o finale che non sia ancora scaduto alla data di entrata in vigore del decreto legge in esame, previsto da norme di legge o da provvedimenti amministrativi comunque denominati’.

NO RESTITUZIONE 300 MLN A CARICO ACQUIRENTE L’obbligo di rimborso dei 300 milioni di euro erogati dall’ultimo decreto passa dall’acquirente o affittuario aggiudicatario della procedura di cessione all’amministrazione straordinaria. L’ultimo decreto infatti aveva stanziato questa somma per far fronte alle indilazionabili esigenze finanziarie del gruppo precisando che sarebbe toccato al futuro acquirente restituire allo Stato i fondi prestati.

POSTICIPATO RIMBORSO 400 MLN CON FONDI CSEA Posticipato al 2018 il termine previsto per il rimborso di 400 milioni stanziati nel 2016 dallo Stato con l’ultimo decreto per l’attuazione del Piano ambientale. Secondo l’ultimo decreto infatti le risorse avrebbero dovuto essere rimborsate nel medesimo esercizio finanziario in cui gli stessi sono stati erogati. Per coprire il mancato rimborso il decreto prevede un prelievo dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea). Le risorse saranno quindi versate dalla Cassa su un apposito conto corrente di tesoreria centrale fruttifero, appositamente aperto e remunerato secondo il tasso riconosciuto sulle sezioni fruttifere dei conti di tesoreria unica. La giacenza verrà ‘corrispondentemente estinta o ridotta’. In merito alla copertura degli oneri determinati in termini di maggiori interessi passivi, quantificati 200mila euro annui a decorrere dal 2017, si provvede attraverso una riduzione del Fondo speciale di parte corrente, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze.

 COMITATO AD HOC PER VALUTARE MODIFICHE PIANO AMBIENTALE Il decreto prevede la creazione di un comitato di esperti, nominati dal ministro dell’Ambiente, che avranno il compito di valutare le eventuali proposte di modifica del Piano ambientale presentati dagli acquirenti. Il comitato è composto da tre componenti ‘scelti tra soggetti di comprovata esperienza in materia di tutela dell’ambiente e di impianti siderurgici’. Per il suo compito il comitato dovrà avvalersi della struttura commissariale di Ilva e del Sistema nazionale delle agenzie ambientali (Ispra e Arpa). Facoltativa la possibilità di avvalersi delle altre amministrazioni interessate (anche se il governo si è impegnato a coinvolgere il ministero della Salute).

SCUDO GIUDIZIARIO PER CHI COMPRA SU ATTUAZIONE PIANO Esteso il cosiddetto scudo giudiziario, finora previsto solo per i commissari straordinari, al futuro affittuario o acquirente degli stabilimenti o ai soggetti funzionalmente da questi delegati. Lo scudo si applicherà alle condotte poste in essere per l’attuazione delle prescrizioni del piano ambientale (entro il 30 giugno 2017, prorogabile al massimo di 18 mesi). Limitata anche l’applicazione della disciplina riguardante gli oneri reali e i privilegi speciali immobiliari, prevista dal codice dell’ambiente per i proprietari non responsabili dell’inquinamento dei siti contaminati oggetto di bonifica, ai beni, alle aziende, ai rami d’azienda individuati dal programma commissariale a seguito dell’approvazione delle modifiche o delle integrazioni del piano ambientale e di bonifica relativi a tali beni o ad altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto, incluse quelle richieste dall’aggiudicatario.

LA PROCEDURA DI MODIFICA DEL PIANO AMBIENTALE In merito alla procedura di modifica del Piano ambientale il provvedimento stabilisce che qualora vengano avanzate richieste di modifica il Comitato di esperti, una volta valutate, potrà avanzare a ciascun offerente, una richiesta di integrazione della documentazione prodotta in sede di offerta, affinché fornisca gli ulteriori documenti necessari, compresi: i documenti progettuali; i cronoprogrammi di realizzazione, comprensivi della richiesta motivata di eventuale differimento, non oltre 18 mesi, del termine ultimo per l’attuazione del Piano ambientale; l’analisi degli effetti ambientali e l’analisi dell’applicazione delle Bat conclusions, con espresso riferimento alle prestazioni ambientali dei singoli impianti come individuate dall’offerta presentata. Il ministro dell’Ambiente dovrà quindi esprimere un parere sulla base dell’istruttoria svolta dal comitato. Nel parere il ministro può proporre eventuali integrazioni o modifiche alle proposte dei soggetti offerenti. Successivamente gli offerenti presentano le offerte vincolanti definitive (ovd)  conformando i relativi piani al parere del ministro. Nel caso in cui l’offerente non accetti ‘tutte’ le risultanze del parere si prevede l’esclusione dalla procedura di aggiudicazione. Dopo l’individuazione dell’aggiudicatario, quest’ultimo, in qualità di gestore, può presentare ufficialmente domanda di autorizzazione dei nuovi interventi e di modifica del Piano ambientale (‘o di altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto, sulla base dello schema di piano accluso alla propria offerta vincolante definitiva’, si legge nel decreto). La domanda sarà resa disponibile, per 30 giorni, per la consultazione del pubblico sul sito del ministero dell’Ambiente (della disponibilità della domanda sul sito web è dato tempestivo avviso mediante pubblicazione su due quotidiani a diffusione nazionale e almeno due quotidiani a diffusione regionale). Le modifiche al Piano ambientale delle misure ‘devono in ogni caso assicurare standard di tutela ambientale coerenti con le previsioni’ dell’attuale Piano. Un dpcm approverà infine le modifiche. ‘Il decreto, che ha valore di autorizzazione integrata ambientale – si legge – tiene luogo ove necessario della valutazione di impatto ambientale e conclude tutti i procedimenti di autorizzazione integrata ambientale in corso presso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare’.

SBLOCCO ASSUNZIONI IN ARPA PUGLIA Previsto lo sblocco, in deroga ai limiti attuali, delle assunzioni in Arpa Puglia con risorse a carico della Regione: 2,5 milioni per il 2016 e 5 milioni dal 2017. Prima di autorizzare il finanziamento per l’assunzione di personale la Regione dovrà valutare ‘prioritariamente l’assegnazione temporanea di proprio personale’. In ogni caso, il personale assunto dovrà riguardare un ‘contingente strettamente necessario ad assicurare le attività’ connesse alla valutazione e al monitoraggio delle misure del piano ambientale.

CABINA REGIA GOVERNO-ENTI LOCALI SU PIANO AMBIENTALE Sarà istituito un Coordinamento tra la Regione Puglia, i ministeri competenti e i Comuni interessati con lo scopo di facilitare lo scambio di informazioni in relazione all’attuazione del Piano ambientale.

NO INCARICHI AD ADVISOR FINANZIARIO ILVA Vietato per l’advisor finanziario avere partecipazioni o ricoprire incarichi dirigenziali interni o esterni nel soggetto aggiudicatario acquirente o affittuario.

SU RIUSO SCORIE FUORI DA ILVA SI TORNA A TEST CESSIONE Ritorno alla vecchia normativa che imponeva per il riuso delle scorie dell’Ilva, ma solo per quelle riutilizzate fuori dallo stabilimento, l’applicazione del test di cessione previsto dal decreto del ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998.

ENTRO 2016 MAPPATURA AGGIORNATA RIFIUTI Entro il 31 dicembre 2016, i commissari straordinari trasmettono al ministero dell’Ambiente la mappatura aggiornata al 30 giugno 2016 dei rifiuti pericolosi e/o radioattivi e del materiale contenente amianto presenti all’interno degli stabilimenti Ilva.

PRIORITÀ A PAGAMENTI CREDITI INDOTTO Stabilità la priorità al pagamento dei debiti Ilva nei confronti delle imprese fornitrici.

VANTAGGI CON CONTRATTO AFFITTO E OBBLIGO ACQUISTO Non è prevista l’ispezione dell’azienda, né il diritto di recesso dell’amministrazione straordinaria, né il diritto di prelazione dell’affittuario qualora il contratto di affitto preveda l’obbligo, anche sottoposto a condizione o a termine, di acquisto del ramo d’azienda o dell’azienda da parte dell’affittuario. Restano invece fermi gli obblighi dell’affittuario di prestare idonee garanzie in relazione a tutte le obbligazioni che assume con il contratto di affitto o che derivano dalla legge.  L’affittuario dovrà inviare alle Camere ogni 6 mesi una relazione sull’attività posta in essere con riguardo al Piano ambientale e al rispetto delle obbligazioni contrattuali assunte dall’aggiudicatario.