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A cura dell’ufficio stampa

La Camera di Commercio della Romagna che nascerà dalla fusione di quelle di Forlì-Cesena e Rimini è la prima a prendere vita in Emilia-Romagna per effetto dell’unione due enti. Proprio alla vigilia di Natale, infatti, è arrivata la firma al decreto ministeriale del Ministero dello Sviluppo economico che doveva confermare l’atto assunto unitariamente dai due enti camerali nelle settimane scorse. Ora si avvia l’iter di aggregazione che sarà curato da un commissario ‘ad acta’ di nomina ministeriale, individuato nella figura di Antonio Nannini (attuale segretario generale della Camera di Forlì-Cesena).

“E’ una scelta importante – commenta il deputato Marco Di Maio, che ha seguito in prima persona l’iter di emanazione del decreto ministeriale e il difficile processo di fusione portato avanti dalle associazioni di categoria che, attraverso i loro rappresentanti, governano le Camere di Commercio – perchè dimostra la volontà del territorio locale di voler davvero contribuire semplificare il quadro istituzionale del nostro Paese e, peraltro, anticipa il decreto governativo sugli accorpamenti derivante dall’attuazione della riforma della Pubblica amministrazione”.

Non manca il rammarico “per l’impossibilità di includere da subito anche la Camera di Commercio di Ravenna in un processo di fusione gestito interamente dalle associazioni di categoria, le stesse che ad ogni occasione chiedono di investire maggiormente nel progetto della Romagna. Vanno comunque apprezzate la volontà e l’impegno di Forlì-Cesena e Rimini, che ora dovranno gestire la fusione nella sua fase operativa avendo cura di non tralasciare nessuno degli aspetti che riguardano il funzionamento dell’ente e soprattutto la sua funzione di supporto alle imprese e all’economia del territorio”.

La Camera di commercio romagnola sarà una delle più grandi d’Italia. Conterà, infatti, stando ai dati Istat 2015, su 99.882 imprese registrate, operanti su un territorio di 3243 chilometri quadrati, abitato da 731mila persone e capace di produrre ogni anno un valore aggiunto di 19.553 milioni di euro. I dipendenti del nuovo ente saranno 140.