Ecco la mia intervista al Resto del Carlino (edizione di Forlì) in cui cerchiamo di analizzare la situazione sui vaccini e sui tamponi nel territorio romagnolo. Grazie a Luca Bertaccini per il confronto.

Cominciamo dai vaccini: lei darebbe ai cittadini la possibilità di vaccinarsi direttamente a Rocca San Casciano, Modigliana, Predappio e Santa Sofia come nella prima fase della campagna?
”Questi punti vaccinali si trovavano all’interno di teatri: luoghi che erano chiusi per legge e che ora per fortuna hanno riaperto e sono tornati alla loro funzione originaria. Non utilizzerei quelli”.

Come fare, allora?
“Meglio prevedere giornate dedicate, dalle 8 alle 20, anche senza prenotazione, per dare modo ai cittadini di vaccinarsi. Eviterei però anche la modalità del camper, che l’Ausl ha utilizzato nei mercati e durante gli eventi, soprattutto in estate”.

Quindi andrebbe allestito un punto vaccinale in locali non utilizzati?
“Sì. Si può trovare una formula per vaccinare chi vive nelle vallate, senza farlo venire a Forlì, così da ridurre le file di questi giorni. Visto che da ieri è possibile vaccinarsi solo su prenotazione, ritengo che le code si ridurranno. Dovrebbero essere differenziati in maniera chiara i percorsi stradali di accesso alla zona vaccini e a quella per tamponi, così da aiutare anche chi si trova lungo via Punta di Ferro”.

E per i tamponi?
“In questo caso andrebbero creati dei punti fissi nelle vallate, coinvolgendo nelle operazioni anche i medici di base e valorizzando di più le farmacie e i soggetti privati”.

Quanto dice è frutto di sue idee personali o di colloqui con addetti ai lavori?
“Ovviamente mi sono confrontato con dirigenti dell’Ausl Romagna, così da avere un quadro complessivo. Non sono a conoscenza delle ipotesi alle quali stanno lavorando, queste non le conosco”.

Che idea si è fatto dei disagi?
“Si tratta di un fenomeno che si è manifestato in questi ultimi giorni. Non è sempre stato così. Di certo non ha aiutato la modifica della normativa sulle scuole, che ritiene di effettuare tanti tamponi. Ma questo non è di competenza dell’Ausl, ma del Governo. E il ministro Roberto Speranza non è intenzionato ad effettuare modifiche”.

I dipendenti Ausl che lavorano alla Fiera si sono sentiti messi nel mirino in questi giorni?
“Alcuni di loro mi hanno scritto, con altri ho parlato direttamente. Stanno facendo uno sforzo enorme e non è possibile, per fare un esempio, che a fare i vaccini sia il personale della Protezione civile. Le iniezioni vanno fatte dai sanitari”.

E c’è carenza di personale.
“Sì, anche se qualche risorsa aggiuntiva in questi mesi è arrivata. Di recente c’è stato un incontro al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni: da parte loro è arrivata la richiesta di avere più personale medico-sanitario. Però ora dobbiamo fare i conti con il personale e con le risorse che abbiamo. Quindi, ribadisco, presidi fissi per i tamponi delle vallate, e giornate dedicate per i vaccini”.

Lunedì 6 dicembre entrerà in vigore il super Green pass: condivide l’impostazione?
“Certamente sono d’accordo con questo provvedimento: non è giusto che chi è vaccinato o guarito abbia le stesse restrizioni di chi il vaccino non lo ha fatto. Aggiungo che un correttivo però serve, e riguarda quella minoranza che non è contro il vaccino, ma che non si può vaccinare per problemi di salute. Nel loro caso una soluzione va trovata”.