Categorie
Europa PrimoPiano

Il 6 giugno, giorno del D-day, sia festa di Liberazione europea

Il 6 giugno dovrebbe diventare una data-simbolo da celebrare obbligatoriamente in tutta Europa con la medesima enfasi che si riconosce (giustamente) al 25 aprile in Italia. E’ il giorno in cui nel 1944 ebbe inizio l’operazione “Overlord”, lo sbarco in Normandia, l’avvio della riscossa delle forze alleate contro il regime nazifascista.

Il giorno in cui oltre 130mila soldati (britannici, canadesi, americani, cui se ne aggiunsero altri successivamente) sbarcarono sul continente europeo per liberarlo, in contemporanea alla battaglia sul fronte orientale degli uomini dell’Armata Rossa e alla guerra di resistenza organizzata dalle popolazioni civili nei Paesi occupati.

Cinque sono le spiagge francesi su cui le truppe alleate sbarcarono ribattezzandole con denominazioni anglofone che rimarranno in eterno scolpite su quelle località: Omaha, Utah, Juno, Sword, Gold. Luoghi che ogni essere umano nella propria vita dovrebbe visitare almeno una volta.

In ciascuna di quelle spiagge si trovano non solo le spoglie mortali di migliaia di ragazzi caduti per la libertà e la pace del nostro continente; ma anche un pezzo imprescindibile della storia, dei valori, delle fondamenta su cui poggia l’Europa politica. Non dimentichiamoli, mai.

Categorie
Economia e Finanza Europa Politica PrimoPiano

Perché i dazi sono pericolosi e rischiano di scatenare una guerra commerciale

Tra una decina di giorni entreranno in vigore i dazi su acciaio e alluminio voluti dall’amministrazione Trump; di cosa si tratta?
In pratica, il governo americano ha deciso di limitare le importazioni di queste materie tramite l’imposizione di una tassazione che andrà a gravare sulle aziende americane che compreranno acciaio e alluminio all’estero: in particolare, al prezzo di mercato andrà sommato un 25% per l’acciaio e un 10% per l’alluminio. Il motivo di questa decisione risiede ufficialmente nel fatto che, in caso di scontro militare, gli USA devono essere in grado di produrre armamenti e munizioni in autonomia, senza dipendere da altri Paesi.

Ma chi subirà maggiormente questa mossa? Saranno i principali esportatori di queste materie, quindi Canada, Corea del Sud, Unione Europea e Messico a pagarne le spese.
È evidente che chi si sentirà minacciato dai dazi americani (il Canada perderebbe 3,2 miliardi, l’Unione Europea 2,6) potrebbe esercitare una ritorsione nei confronti degli USA, imponendo a sua volta restrizioni su prodotti importati dagli States; e l’Unione Europea ha infatti già preparato una lista di beni americani che potrebbero essere tassati per arrivare sul mercato europeo. Il rischio è quello di creare una spirale di dazi, restrizioni al commercio e retaliations che non porteranno nessun giovamento al mondo libero e che anzi, rischiano di fare precipitare le relazioni internazionali, oltre che le economie.

Ma c’è di più: con una mossa come questa, Trump non solo delegittima un’organizzazione fondamentale come l’ Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nata per garantire il rispetto delle regole negli scambi commerciali tra i vari Paesi, ma mina la solidità e l’unità della UE, in quanto gli accordi commerciali degli Stati Membri vengono contrattati e regolati dall’Unione Europea come soggetto unitario, e non autonomamente dai singoli Stati. Quindi, la possibilità ventilata dall’amministrazione americana di esentare alcuni Paesi “veri amici”, cioè quei Paesi che non rappresentano una minaccia per gli USA e che, per quanto riguarda l’Alleanza Atlantica (NATO) rispettano il target di spesa militare del 2% (quindi l’Italia è la Germania non risulterebbero tra questi “amici”), potrebbe rappresentare una strategia per spaccare il fronte Europeo e rendere così l’UE più debole.

In tutto questo l’Italia, quinto esportatore di acciaio in USA, potrebbe non subire eccessivamente gli effetti diretti dei nuovi dazi americani, in quanto solo il 2% (500.000 tonnellate) dell’acciaio esportato è venduto negli Stati Uniti, con un fatturato di “soli” 650 milioni di euro. Ciò non allevia però la preoccupazione per un mondo che sembra sempre di più chiudersi in se stesso e nei vari confini nazionali, per proteggere e difendere interessi contingenti a scapito di altri Stati che reagiranno di conseguenza.

Impegniamoci per non riavvolgere il nastro della storia e riportarlo all’inizio del XX secolo.

Categorie
dichiarazioni Europa

Approvata la legge europea. Ambiente, tlc, viaggi: tutte le norme approvate

La Camera ha approvato la Legge europea, che recepisce una serie di indicazioni provenienti dall’Unione e risponde ad alcune procedure di infrazioni avviate nei confronti del nostro Paese (14 ne vengono ‘risolte’ con questa normativa). In apparenza una legge senza particolari risvolti, in realtà un provvedimento molto importante che va a impattare anche su aspetti molto importnati. Si va dalle misure sul petrolio alla cessione degli affidamenti diretti alle quotate pubbliche, a ‘possibili’ divieti sulla coltivazione degli Ogm, a modifiche sullo stoccaggio di Co2, a assicurazioni obbligatorie per chi vende pacchetti turistici, a un fondo di 60 milioni di euro in due anni per il recepimento delle normative europee.

COS’E’ LA LEGGE EUROPEA – La legge europea, che viene redatta ogni anno, serve per adottare direttive europee al fine di rispondere a osservazioni dell’Unione europea e chiudere procedure aperte. Le misure spaziano quindi da quelle che riguardano il codice della strada (con la reintroduzione della possibilità per i 16enni di portare un passeggero sul motorino), al rimpatrio degli immigrati clandestini, all’esclusione dal calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario dei trailer di opere cinematografiche di origine europea.

I contenuti della Legge europea 2014

ENERGIA
– STOP AUTORIZZAZIONE MISE PER IMPORT BENZINA EXTRA UE Viene prevista la liberalizzazione dell’importazione di prodotti petroliferi finiti liquidi (come ad esempio benzina, gpl, gasolio) da Paesi non appartenenti all’Unione europea, abrogando la disposizione del dl Sviluppo del 2012 che prevedeva che per le importazioni extra Ue servisse un’autorizzazione del Mise.

– PIÙ POTERI AEEGSI DOPO INFRAZIONE PACCHETTO ENERGIA Vengono trasferiti alcuni poteri dal ministero dello Sviluppo economico all’Autorità per l’energia elettrica e il gas per rispondere all’apertura di infrazione dello scorso marzo da parte della Commissione europea per il mancato recepimento di alcune norme del Terzo pacchetto energia.

– ‘SALVI’ DIRITTI DELEGA OBBLIGO MINIMO SCORTE PETROLIO Viene previsto che le scorte specifiche di petrolio debbano essere detenute esclusivamente sul territorio nazionale e che i soggetti obbligati debbano assicurare la detenzioni di prodotti petroliferi per un minimo di giorni sul territorio italiano, ma ‘fatto salvo’ che ‘i diritti di delega di un operatore economico siano superiori al 30% degli obblighi di stoccaggio a esso imposti’.

– MODIFICHE A STOCCAGGIO CO2 Un emendamento approvato dall’aula della Camera ha introdotto delle modifiche alla normativa sullo stoccaggio di Co2, così da permettere lo stoccaggio in Italia da parte di Paesi transfrontalieri. In particolare viene vietato lo stoccaggio di Co2 in un sito il cui complesso si estende oltre il territorio italiano e l’ambito della Zona economica esclusiva e della piattaforma continentale definita nella convenzione delle Nazioni Unite. Sono però fatti salvi gli accordi specifici presi con Paesi non appartenenti all’Ue. Si cancella poi la possibilità per il Mise di promuovere la stipula di accordi specifici con Paesi extra Ue per il trasporto transfrontaliero di Co2, lasciando la possibilità di accordi solo con Paesi appartenenti all’Unione europea.

AMBIENTE
– OK POSSIBILE STOP OGM. MULTE FINO A 50MILA EURO Entro il 3 ottobre 2015 il ministero delle Politiche agricole dovrà richiedere alla Commissione europea l’adeguamento dell’ambito geografico delle notifiche o domande presentate o delle autorizzazioni alla coltivazione di Ogm già concesse anteriormente al 2 aprile 2015. ‘Qualora il notificante o richiedente confermi l’ambito geografico della sua notifica o domanda iniziale, con dm del ministero dell’Agricoltura possono essere adottate misure che limitano o vietano in tutto il territorio nazionale o in parte di esso la coltivazione di un Ogm o di un gruppo di Ogm definiti in base alla coltura o al tratto’. Sono previste multe da 25mila a 50mila euro e la rimozione, a proprie spese, delle coltivazioni ‘incriminate’.

– ‘SALVE’ DEROGHE A DIRETTIVA UE PER COMMERCIO SHOPPERS È stato ad esempio stabilito che devono essere fatte salve ‘le ipotesi di deroga’ alla disposizione della legge europea 2014 volta a garantire l’immissione sul mercato nazionale degli imballaggi conformi alla disciplina dettata dal cosiddetto Codice dell’ambiente. In questo modo l’Italia può prevedere (come già fa) forme di restrizione al commercio necessarie per assicurare una riduzione del consumo di borse di plastica in materiale leggero, le cosiddette shoppers.

COMMERCIO SOLO PER IMBALLAGGI CHE RISPETTANO DIRETTIVA È stato stabilito con un emendamento approvato che ‘possono essere commercializzati solo imballaggi rispondenti a tutti i requisiti essenziali stabiliti dalla direttiva 94/62/Cee’ e ‘riportati nell’allegato F alla parte IV’ del dlgs Norme in materia ambientale, che riporta i requisiti essenziali concernenti la composizione e la riutilizzabilità e la recuperabilità (in particolare la riciclabilità) degli imballaggi.

TELECOMUNICAZIONI
– DIRITTI DOVUTI DA IMPRESE TLC IN PROPORZIONE A RICAVI Per la copertura dei costi amministrativi complessivamente sostenuti per l’esercizio delle funzioni di regolazione, vigilanza, di composizione delle controversie sanzionatorie dell’Agcom, la misura dei diritti amministrativi è determinata in proporzione ai ricavi maturati dalle imprese nelle attività oggetto dell’autorizzazione generale o della concessione di diritti d’uso’.

– CONTRIBUTI OPERATORI TV DT IN BASE A UTENTI POTENZIALI ‘Le imprese titolari di autorizzazione generale per l’attività di operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre sono tenute al pagamento annuo, compreso l’anno a partire dal quale l’autorizzazione generale decorre, di un contributo che è determinato sulla base della popolazione potenzialmente destinataria dell’offerta’.

– ‘SCONTO’ CONTRIBUTO DOVUTO DA PICCOLI OPERATORI MOBILE Vengono previsti due scaglioni per calcolare l’ammontare del contributo annuo dovuto da parte delle imprese titolari di autorizzazione generale per l’installazione e fornitura di reti pubbliche di comunicazioni, nel caso di fornitura del servizio di comunicazioni mobili e personali. Viene previsto un contributo di 1.500 euro ogni mille utenti per le imprese che erogano il servizio a un numero di utenti pari o inferiore a 50.000; e un contributo di 75.500 euro per le imprese che erogano il servizio ad un numero di utenti superiore a 50.000.

– RICALCOLATI DIRITTI DOVUTI PER DIGITALE TERRESTRE Quanto ai diritti amministrativi in materia di tecnologia digitale terrestre gli operatori dovranno pagare 25mila euro su un territorio con più di 30milioni di abitanti e fino a 50milioni; 18mila tra 15milioni e 30milioni di abitanti; 9mila tra 5milioni e 15milioni di abitanti; 3mila tra 1 milione e 5milioni di abitanti; 600 euro tra 500mila e 1 milione di abitanti; 300 euro su un territorio avente fino a 500mila abitanti.

FISCO E PARTECIPATE PUBBLICHE
– STOP AFFIDAMENTI DIRETTI SPL A QUOTATE FINO A 2004 Con un emendamento è stata prevista la cessazione a scadenza o comunque entro il 2020 per tutti gli affidamenti diretti (ovvero senza gara) di servizi pubblici locali (Spl) affidati entro il 31 dicembre 2004 a società partecipate quotate.

– MODIFICA DISCIPLINA IVA NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI È stata inoltre ritoccata in due punti la disciplina Iva negli scambi intracomunitari. Si elimina dagli scambi che non costituiscono acquisti intracomunitari l’introduzione nel territorio dello Stato di beni oggetto di perizie o di operazioni di perfezionamento o di manipolazioni usuali se i beni sono successivamente trasportati o spediti al committente ‘per suo conto in altro Stato membro ovvero fuori del territorio della comunità’.
E viene disposto che siano imponibili a Iva i beni inviati in altro Stato membro, oggetto di perizie o delle operazioni di perfezionamento o di manipolazioni usuali ‘se i beni sono successivamente trasportati o spediti al committente, soggetto passivo d’imposta, nel territorio dello Stato, ovvero per i beni inviati in altro Stato membro per essere ivi temporaneamente utilizzati per l’esecuzione di prestazioni’.

PATENTI, LAVORI MINORILI, TURISMO/VIAGGI
– PER VIAGGI OBBLIGO POLIZZE O GARANZIE BANCHE Dal 1° gennaio 2016 l’organizzatore o l’intermediario di contratti di turismo organizzato avranno l’obbligo di stipulare polizze assicurative o fornire le garanzie bancarie ‘che per i viaggi all’estero e i viaggi che si svolgono all’interno di un singolo Paese, garantiscono, nei casi di insolvenza o fallimento dell’intermediario o dell’organizzatore il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista’. Si fa eccezione per i pacchetti stipulati entro il 31 dicembre 2015 a cui si applica comunque la legislazione vigente.

– CUMULO CONTRIBUTI LAVORO IN ORGANI INTERNAZIONALI Dal 1° gennaio 2016 sarà possibile cumulare i contributi maturati presso la gestione previdenziale obbligatoria (generale, speciale e separata) e i regimi speciali sostitutivi, nonché presso le forme obbligatorie di previdenza per i professionisti, con quelli maturati presso le Organizzazioni internazionali presenti nel territorio dell’Unione europea e della Confederazione elvetica. Per questo il governo, utilizzando fondi del Mef e del ministero degli Esteri, impegnerà in totale 13,84 milioni di euro in 10 anni. DM PER LAVORI MARITTIMI VIETATI A MINORI Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge europea, il ministero del Lavoro dovrà effettuare una ricognizione volta ad accertare la sussistenza di lavori marittimi pericolosi per la salute e la sicurezza dei minori di anni diciotto.

– SEGRETARIO COMITATO INTERMINISTERIALE NOMINATO CON DPCM Il segretario del Comitato interministeriale per gli affari europei (Ciae) sarà ‘nominato con Dpcm, su proposta del ministro per gli Affari europei, tra persone di elevata professionalità e comprovata esperienza’.

– PER RILASCIO PATENTE B ESAMINATORE DEVE AVERLA DA 3 ANNI Rimane l’obbligo di possedere una patente B da almeno tre anni per gli esaminatori di guida che rilasciano patenti di categoria B. Gli esaminatori che al 30 giugno 2015 effettuano esami di guida per tutte le altre categorie, ovvero AM, A1, A2, A, C, C1, D1, D, BE, C1E, CE, D1E e DE ‘sono autorizzati ad effettuare esami di guida per le suddette categorie, previo conseguimento della qualifica iniziale, per la categoria corrispondente a quella per la quale svolgono la propria attività’.

Categorie
dichiarazioni Europa

Approvato il decreto che proroga le missioni italiane all’estero

Sostenere l’impegno dei nostri militari e degli operatori impegnati in missioni di pace all’estero, è un dovere. Per questo ho votato convintamente a favore del rifinanziamento delle nostre missioni che ci vedono impegnati sullo scenario internazionale, pur consapevole delle difficoltà, dei pericoli e delle condizioni in cui spesso siamo chiamati ad operare. Tra i provvedimenti contenuti, c’è anche quello che finanzia il trasporto e autorizza la concessione di armi ai peshmerga curdi nell’ambito della crisi in Iraq e nel contrasto alla furia devastatrice dell’Isis.

La missione principale è quella denominata Isaf, a guida Nato, che “ha il compito di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza a Kabul e in tutto l’Afghanistan – si legge nella relazione illustrativa – favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese, supportare gli sforzi umanitari, di risanamento e di ricostruzione dell’Afghanistan”. Una missione che impegna lo Stato per circa 185 milioni di euro.
Complessivamente sono quasi 453 i milioni di euro che serviranno a coprire – per l’anno 2014 – le spese per la proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e per le iniziative di cooperazione allo sviluppo contenute nel decreto Missioni, approvato prima dalle commissioni Esteri e Difesa e quindi dall’aula della Camera. Ora il testo è al Senato per il via libera definitivo.

36 MLN PER BALCANI E 35 MLN PER RICOSTRUZIONE CIVILE Un’altra delle voci di spesa più corpose è la proroga della partecipazione alle missioni nei Balcani, per cui il governo chiede di autorizzare la spesa di circa 36 milioni. Si tratta di tre missioni in Kosovo e di una missione Nato “svolta nell’area balcanica, con compiti di attuazione degli accordi sul cessate il fuoco, di assistenza umanitaria e supporto per il ristabilimento delle istituzioni civili”. Circa 35 milioni, invece, vengono stanziati per “iniziative di cooperazione volte a migliorare le condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati, nonché a sostenere la ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Repubblica centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina, Yemen e, in relazione all’assistenza dei rifugiati, dei Paesi ad essi limitrofi”. Altre voci riguardano missioni più piccole, in diverse parti del mondo: dalla Georgia alla Libia fino alla Somalia a missioni per il “sostegno ai processi di ricostruzione e artecipazione alle iniziative delle organizzazioni nternazionali per il consolidamento dei processi di pace e i stabilizzazione”.

ARMI A PESHMERGA CURDI: STANZIATI 1,9 MLN PER TRASPORTO Con un emendamento dell’esecutivo viene autorizzata per il 2014 una spesa di 1.965.886 euro “per il trasporto degli aiuti umanitari a favore della popolazione civile irachena effettuato nel mese di agosto, nonché per il trasporto del materiale di armamento ceduto, a titolo gratuito, alla Repubblica dell’Iraq”. Come riferito al Parlamento dalla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, questi saranno i numeri degli armamenti leggeri che l’Italia ha intenzione di consegnare ai peshmerga curdi: 100 mg42, 100 mitragliatrici, 250mila munizioni, tutto materiale eccedente per l’Italia. E ancora: mille razzi rpg 7 e mille rpg9, con relative munizioni di fabbricazione sovietica, confiscati dall’autorità giudiziaria a seguito di un sequestro in mare avvenuto anni fa, nel corso del conflitto nei Balcani. La copertura finanziaria dell’emendamento viene individuata con la riduzione di spesa prevista per le missioni italiane in Afghanistan e l’incremento delle risorse per il finanziamento delle missioni internazionali delle forze armate a valere sull’apposito fondo del Mef.

150MILA EURO PER MILITARI IN MOZAMBICO “È autorizzata, fino al 31 dicembre 2014, la spesa di euro 150mila per la partecipazione di personale militare al gruppo militare di osservatori internazionali della cessazione delle ostilità militari nella Repubblica del Mozambico denominato Emochm”.

POSSIBILE ASILO PER COLLABORATORI ISAF AFGHANI I cittadini afghani – si legge in un’altra modifica presentata dal governo e approvata dalle commissioni Esteri e Difesa di Montecitorio – “che hanno effettuato prestazioni con carattere di continuità a favore del contingente militare italiano nell’ambito della missione Isaf” in Afghanistan “e nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che qualora permangano in Afghanistan siano esposti al rischio di danni gravi alla persona, a domanda, possono essere trasferiti nel territorio nazionale, insieme al coniuge e ai figli, nonché ai parenti entro il primo grado, per il riconoscimento della protezione internazionale”. Il periodo di permanenza all’interno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) sarà per un massimo di trentasei mesi “con verifiche a cadenza semestrale”, ulteriormente prorogabile – si legge ancora – “soltanto in presenza di circostanze straordinarie e debitamente motivate, per due periodi successivi, ciascuno della durata di sei mesi”. Agli oneri derivanti dalla modifica, che ammonterennero a 789.921 euro per il 2014, 4.739.525 di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017 ed 3.949.604 per il 2018, si provvede, per il 2014, con il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e, per gli anni dal 2015 al 2018, con il Fondo rimpatri.

600 MLN PER INIZIO COSTRUZIONE AMBASCIATA A MOGADISCIO Un altro emendamento del governo autorizzata per il 2014 la spesa di 600 milioni di euro “per la prima fase della realizzazione, da parte del ministero della Difesa e d’intesa con il ministero degli Affari esteri”, della nuova sede dell’ambasciata d’Italia a Mogadiscio. Le coperture finanziarie vengono individuate con la riduzione degli stanziamenti, previsti dal decreto, “per assicurare al personale del ministero degli Affari esteri in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza, in alloggi provvisori”.

GOVERNO COMUNICHI EVENTUALE SOSPENSIONE MISSIONI LIBIA “Perdurando la situazione di instabilità politica in Libia” il governo comunicherà al Parlamento “l’eventuale sospensione in parte o nella sua totalità delle missioni” in corso.

RELAZIONE POST DECRETO SU SPESE INFRASTRUTTURE Le ministre degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, dovranno informare le commissioni parlamentari “della modalità d’impiego dei finanziamenti” relativi alla stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e alla realizzazione di infrastrutture, attinenti alle missioni internazionali contenute nel dl Missioni.

SOLDI RIFUGIATI ANCHE PER TUTELA ANZIANI E STOP EBOLA Le risorse stanziate (34,8 milioni di euro per il secondo semestre 2014) per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati dovranno essere impiegate non solo per programmi di tutela delle donne e di promozione dei diritti dei minori ma anche per la tutela degli anziani e per il contrato del visus Ebola. Il ministro degli Esteri dovrà poi pubblicare online le informazioni “specifiche concernenti i singoli progetti di cooperazione” e i risultati ottenuti.

ANTIPIRATERIA? VALUTARE IN BASE A VICENDA MARÒ “La partecipazione dell’Italia” alle missioni antipirateria dell’Unione europea “sarà valutata in relazione degli sviluppi della vicenda” dei marò, i due fucilieri di marina italiani detenuti in India.

Categorie
dichiarazioni Europa

‘Missione’ ad Atene: giovani e pmi il ‘cuore’ del semestre italiano

Ho partecipato domenica 16 e lunedì 17 marzo all’incontro organizzato ad Atene dalla presidenza di turno Greca del Consiglio dell’Unione europea al summit di tutte le commissioni economiche dei parlamenti europei. Un riconoscimento importantissimo, ma anche una preziosa occasione di confronto con gli Stati membri sulle azioni che l’Italia dovrà intraprendere dal 1° luglio (quando avrà in mano la presidenza della Ue). Di seguito un articolo riassuntivo sulle cose che ho detto

Marco-Atene-2014Le piccole e medie imprese e il sostegno alle giovani generazioni saranno due dei temi centrali del prossimo semestre di presidenza dell’Unione europea a guida italiana. Lo ha affermato il parlamentare forlivese Marco Di Maio, chiudendo il proprio intervento al summit di Atene dove a nome del parlamento italiano ha preso parte intervenendo durante i lavori ospitati presso il parlamento ellenico.

“Ci sono molte cose che l’Europa può fare per essere più ‘amica’ delle piccole e medie imprese italiane – ha affermato Marco Di Maio prendendo la parola durante la sessione plenaria della conferenza europea – a partire dal mettere a disposizione delle PMI e delle banche strumenti specifici per favorire l’accesso al credito”.

FONDI STRUTTURALI – Tema sul quale in Commissione Finanze il parlamentare romagnolo è stato particolarmente attivo, riproponendo nel contesto europeo della riunione di tutte le Commissioni economiche degli Stati membri dell’UE le tesi già avanzate in Commissione. “Utilizzare in maniera più robusta i fondi strutturali europei per rafforzare le garanzie che le imprese possono presentare in banca per ottenere finanziamenti – ha detto Marco Di Maio – consentirebbe non solo di liberare maggiori investimenti, ma anche di migliorare i bilanci delle banche che in questo modo avrebbero ‘in pancia’ crediti garantiti da fondi certi potendo usare altri fondi per erogare altro credito”.

NUOVO CREDITO – Un’altra proposta è stata quella di sostenere le Piccole e medie imprese ad aprirsi verso nuove forme di credito, diverso da quello ‘bancario’. “Per questo – ha detto Di Maio – occorre potenziare l’utilizzo dei mini-bond prevedendo un regime fiscale più vantaggioso per questo genere di operazioni; e favorire i sistemi di crowfounding e i progetti di venture capital utili soprattutto per sostenere le nuove iniziative imprenditoriali, specialmente quelle giovanili”.

FISCO EUROPEO – Un altro punto riguarda riguarda la necessità di costruire un regime fiscale più omogeneo a livello europeo: “Ci sono differenze di tassazione che vanno colmate – ha detto Marco Di Maio rivolgendosi ai propri colleghi europei -, almeno per quei settori dell’economia che, per loro definizione, non hanno confini nazionali, come ad esempio la web economy”.

SEMPLIFICARE – Altro elemento su cui Di Maio ha puntato l’attenzione dei colleghi europei è stato quello della necessità di semplificare e rendere il più possibile omogenei i regolamenti burocratici nei paesi membri dell’Unione Europea e nei settori dell’economia in cui questo è possibile. “Una larga parte di questo lavoro deve essere fatto dai singoli Stati – ha ammesso il deputato romagnolo -, ma molto più fare l’Europa: anche tagliare la burocrazia oggi significa aiutare le piccole e medie imprese, almeno quanto favorire l’accesso al credito”.

INVESTIMENTO SUI GIOVANI – Infine un forte impegno ad un lavoro più intenso delle giovani generazioni a sostegno dei giovani. “Ci aspettiamo un maggior impegno dell’Unione europea per sostenere le imprese giovanili – ha detto Di Maio rivolgendosi ai partner europei -, perché è affiancando e incentivando i ragazzi che decidono di investire su loro stessi che possiamo dare un futuro non solo a loro ma all’intero continente. Questo vale per le piccole e medie imprese, come per tutti gli altri settori di intervento dell’Unione: le giovani generazioni devono essere la nostra principale preoccupazione. Il semestre italiano di presidenza europea presterà molta attenzione su questo”.

Nell’ambito dell’incontro organizzato dalla presidenza greca del Consiglio dell’Unione europea (cominciata il 1° gennaio e che si concluderà a fine giugno) Marco Di Maio ha rappresentato l’Italia anche nel corso del ricevimento ufficiale organizzato dal parlamento greco presso il museo dell’Acropoli, sedendo al tavolo della presidenza. Onore concesso alla delegazione italiana in quando Paese che prenderà il testimone della Grecia alla guida dell’Unione e in virtù dei buoni rapporti che intercorrono tra i due Paesi.

Categorie
dichiarazioni Europa Giovani

Più Europa anche per le comunità locali, anche per Forlì

“L’Europa è purtroppo marginale nel dibattito pubblico di questa campagna elettorale: eppure non c’è futuro senza un’Europa più forte, più unita e più rappresentativa del suo popolo. Perché ogni singolo Stato membro, per quanto forte, non potrà mai da solo dialogare alla pari con le grandi potenze del pianeta”.

Lo afferma Marco Di Maio, candidato forlivese alla Camera dei deputati, che sabato ha formalmente sottoscritto l’impegno sul futuro dell’Europa promosso dal Movimento Federalista Europeo.

“Anche le comunità locali e anche Forlí – aggiung Marco Di Maio – devono affrontare il tema europeo; sia in chiave politica oltre che come chiave per lo sviluppo futuro, essendo l’Europa l’unico grande soggetto in grado di distribuire risorse pubbliche a progetti qualificanti, in molti settori importanti dell’economia locale, a cominciare dall’agricoltura”.

“Per le giovani generazioni l’Europa è il perimetro minimo – sottolinea Marco Di Maio – nel quale immaginare il proprio futuro e la propria area di riferimento. Ed è dentro a questo perimetro che si devono affrontare problemi come l’occupazione giovanile, il controllo della speculazione finanziaria, la costruzione di una comune politica fiscale, l’elaborazione di un’unica e forte politica estera; è qui dentro che possiamo continuare a garantire la pace e il ripudio della guerra, come questa parte del mondo è riuscita a fare negli ultimi 60 anni”.

Il testo sottoscritto da Marco Di Maio impegna il candidato a:
– sostenere la creazione di un bilancio aggiuntivo ad hoc per l’Eurozona dotato delle risorse necessarie per avviare un New Deal europeo e le riforme necessarie per un controllo democratico della gestione di tale bilancio;
– dare impulso alla costruzione della Federazione europea a partire dai paesi dell’Eurozona attraverso una Convenzione costituente democratica, allo scopo di trasferire a livello sovranazionale i poteri e le risorse indispensabili nei settori della fiscalita?, del bilancio e della politica economica.

Ufficio stampa Pd Forlivese