Sono ore di profonda preoccupazione per le associazioni di volontariato di tutti i generi, gli enti e le società sportive e per l’imminente entrata in vigore (prevista per domenica 6 aprile) della norma che prevede l’obbligo del certificato penale per ogni operatore che si trovi a contatto con i minori. Un adempimento passato in sordina, ma che ora rischia di mettere in crisi il vasto mondo del volontariato sociale in tutte le sue sfaccettature, particolarmente ricco sul territorio forlivese. Anche perchè le sanzioni previste sono particolarmente pesanti, arrivando fino a 10-15mila euro.

Immediata la reazione del deputato forlivese Marco Di Maio, che assieme ad altri colleghi si è attivato in questi giorni con azioni formali e informali nei confronti del Govermo. “È giusto e sacrosanto attuare ogni azione possibile per contrastare la pedofilia – afferma il giovane parlamentare, firmatario assieme al collega Edoardo Patriarca di una interrogazione urgente sul tema – ma con le norme introdotte dal governo con il decreto 39 del 4 marzo scorso, si rischia di mettere in ginocchio un’infinità di associazioni con adempimenti burocratici che presentano tempi troppo stretti per essere rispettati. Per questo assieme a molti colleghi ci stiamo battendo per convincere il Governo a cambiare rotta”.

La preoccupazione nasce dalla consapevolezza di non poter ottemperare a quanto previsto dalla norma in tempi così ristretti, considerando che l’entrata in vigore è prevista per domenica 6 aprile.

Come ovviare a questo caos? Diverse le soluzioni: “Il Governo dovrebbe subito chiarire che l’obbligo è a carico del datore di lavoro e non dell’operatore – fa notare Di Maio – e deve essere legato solo alle nuove collaborazioni. Inoltre andrebbe subito decisa una proroga dell’entrata in vigore del provvedimento, per evitare che da domenica migliaia di persone e associazioni di volontariato si trovino fuori legge, rischiando di incorrere in sanzioni pesantissime”.

Ufficio stampa on. Marco Di Maio