Il Mes è un’opportunità, non una trappola: il fondo europeo destinato a finanziare gli investimenti dei singoli stati in misure dirette e indirette in ambito sanitario, è uno strumento che all’Italia porterebbe da subito liquidità per 36-37 miliardi di euro, da spendere per migliorare le nostre politiche sanitarie e anche tutto ciò che vi ruota attorno. 

L’Emilia-Romagna godrebbe di un sostegno economico tra i 2 miliardi e i 2 miliardi e mezzo: quante cose potremmo fare per potenziare la medicina territoriale, stabilizzare il personale precario, assumere nuovi medici? 
Per il territorio romagnolo sarebbe una manna dal cielo. Ad esempio libererebbe il nostro territorio dai 60 milioni di euro in 15 anni che enti locali, fondazioni e privati hanno impegnato per finanziare l’avvio dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia a Forlì e Ravenna. E quante cose diverse si potrebbero fare con quei 60 milioni potendoli impiegare diversamente, senza ovviamente rinunciare al grande investimento sull’università in Romagna? 

Ci battiamo affinchè il governo italiano dica subito sì al Mes e mi auguro che tutti i deputati e senatori romagnoli che si dicono legati al territorio, al netto delle comprensibili posizioni che a livello parlamentare dovranno tenere in coerenza con quelle del proprio partito, si adoperino affinchè la Romagna non perda questa opportunità.