poverta-300x225.jpg

Per la prima volta dopo molto tempo, finalmente l’Italia si dota di una serie di misure organiche per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Un’insieme di interventi importanti, anche se è chiaro che serviranno anni per recuperare il terreno perso a causa della crisi economica e di lunghi periodi di assenza di politiche di questo tipo. Si interviene con risorse straordinarie anche sull’educazione, sulle disabilità gravi, sull’incentivazione alle donazioni alimentari, sull’edilizia residenziale pubblica, sulla non autosufficienza.

I PROVVEDIMENTI CONTRO LA POVERTA’  NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016

PIANO NAZIONALE CONTRO LA POVERTA’ –  Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali viene istituito un Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con 600 milioni di euro in dotazione per il 2016 (cifra che sommata alle risorse già stanziate porta il totale degli interventi a 1,4 miliardi) e un miliardo a decorrere dal 2017. Le risorse del Fondo costituiscono i limiti di spesa per garantire l’attuazione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, adottato con cadenza triennale.

Per il 2016, di questi 600 milioni di euro, 380 milioni saranno utilizzati per l’avvio su tutto il territorio nazionale di una misura di contrasto alla povertà, intesa come estensione, rafforzamento e consolidamento della Carta acquisti sperimentale e 220 milioni di euro serviranno ad incrementare ulteriormente l’autorizzazione di spesa relativa all’assegno di disoccupazione (Asdi). 

Le misure prese garantiranno in via prioritaria interventi per nuclei familiari in modo proporzionale al numero di figli minori o disabili, tenendo conto della presenza, all’interno del nucleo familiare, di donne in stato di gravidanza.

Il miliardo di euro stanziato a regime, per gli anni successivi al 2016, sarà finalizzato all’introduzione di un’unica misura di contrasto alla povertà – correlata alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta – e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti.

CONTRO LA POVERTA’ EDUCATIVA – Istituito, in via sperimentale, un Fondo finalizzato a sostenere l’azione contro la povertà educativa, alimentato da versamenti effettuati dalle fondazioni bancarie (che beneficeranno di credito d’imposta, pari al 75 per cento di quanto versato per un massimo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018) su un apposito conto corrente postale. Quella educativa è una povertà meno visibile di quella economica, ma che può bloccare le possibilità dei bambini e degli adolescenti di sviluppare le proprie capacità.

DONARE PRODOTTI ALIMENTARE – Incentivata la donazione delle eccedenze alimentari agli indigenti, con un innalzamento a 15 mila euro (rispetto agli attuali 5.164,57) della soglia per l’obbligo di comunicazione preventiva in caso di donazione. Tale comunicazione è resa facoltativa, senza limiti di valore, nel caso in cui si tratti di beni facilmente deperibili.

SOSTEGNO A CHI E’ PIU’ DEBOLE – Previsti 90 milioni di euro per sostenere le persone con disabilità grave, in particolare stato di indigenza e prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori (cosiddetto “dopo di noi”).

Viene istituito presso il Ministero della salute il “Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico” dotato di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.

Al fine di potenziare i progetti riguardanti misure atte a rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave come previsto dalle disposizioni di cui alla legge 21 maggio 1998, n. 162, è stanziata la somma di 5 milioni di euro per l’anno 2016 (“vita indipendente”).

FONDO NON AUTOSUFFICIENZA – Il Fondo per le non autosufficienze, anche ai fini del finanziamento degli interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), verrà incrementato di 150 milioni euro annui a decorrere dal 2016, arrivando ad un totale di 400 milioni di euro.

Una quota del Fondo sanitario nazionale, 2 milioni di euro per il 2017 e 4 milioni per il 2018, è vincolata per lo svolgimento di una o più sperimentazioni cliniche concernenti l’impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali per la cura di malattie rare. La selezione delle sperimentazioni avviene tramite procedura ad evidenza pubblica, coordinata dall’Agenzia italiana del farmaco e dall’Istituto superiore di sanità, che possono avvalersi di un comitato di esperti esterni ai fini della valutazione delle predette sperimentazioni.

CONIUGE IN STATO DI BISOGNO – Istituito un Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, con una dotazione di 250 mila euro per il 2016 e di 500 mila euro per il 2017. Il coniuge in stato di bisogno che non abbia ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza del coniuge può richiedere al Tribunale di residenza l’anticipazione di una somma fino all’entità dell’assegno medesimo.

CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI – Destinati 3 milioni di euro per gli anni 2016-2018 allo svolgimento delle azioni e degli interventi connessi alla realizzazione del programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale, attuativo del Piano nazionale contro la tratta degli esseri umani.

CASE POPOLARI – Per sostenere chi ha bisogno e vive in condizioni di disagio abitativo, vengono resi subito disponibili 164 milioni di euro (84 milioni per il 2016 e 80 milioni per il 2017) per l’attuazione del Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e per la realizzazione di altri interventi in materia di edilizia sociale.

Le agevolazioni fiscali previste per gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) vengono estese agli enti che hanno le loro stesse finalità sociali, purché costituiti e operanti al 31 dicembre 2013 e istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione sociale in materia di in house providing.

Al fine di contrastare l’emergenza abitativa il bonus del 65 per cento si applica anche agli interventi di riqualificazione energetica, effettuati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, su immobili adibiti ad edilizia residenziale pubblica.