La Camera ha approvato all’unanimità (una volta tanto) il decreto per le aree terremotate e alluvionate dell’Emilia Romagna, a dimostrazione che si può collaborare positivamente tra gruppi di forze politiche diverse di fronte a provvedimenti che rispondono a esigenze importante per il Paese e i cittadini. Per le aree terremotate è previsto lo slittamento di un anno del pagamento dei mutui per le imprese e lo stanziamento di 210 milioni di euro per la sistemazione idraulica del territorio. Sono state introdotte anche semplificazioni e agevolazioni per i privati nelle aree terremotate e la possibilità di defiscalizzare le donazioni ai Comuni per eventi calamitosi. E’ stato rifinanziato con 100 milioni il Fondo nazionale per le emergenze, coprendo così tutte le calamità che ad oggi hanno avuto la dichiarazione di stato di emergenza in almeno otto regione.

Di seguito maggiori dettagli sugli interventi previsti dalla legge:
210 MILIONI PER RICOSTRUZIONE TERRITORI Il commissario delegato, ovvero il presidente della Regione Emilia-Romagna, viene autorizzato a intervenire per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei comuni indicati per l’intera durata dello stato di emergenza. Potrà per questo “destinare complessivamente 210 milioni di euro, di cui 160milioni nel 2014 e 50 milioni nel 2015, per contributi per danni subiti da soggetti privati”. Potrà avvalersi, per l’attività di ricostruzione, oltre che dell’amministrazione della regione Emilia Romagna e di quelle locali (sindaci dei Comuni interessati dagli eventi alluvionali del 17-19 gennaio 2014, presidente della provincia di Modena), anche del personale assunto attraverso contratti di lavoro flessibile. Per parere contrario della Bilancio è saltato un emendamento, approvato dalla commissione Ambiente, che permetteva a Errani di prorogare questi contratti oltre la scadenza del 31 dicembre 2014.

RISORSE RESIDUE DI PALAZZO CHIGI A FONDO EMERGENZE Per l’anno 2014, viene disposto, per assicurare l’operatività del Fondo per le emergenze nazionali, confluiscono nel Fondo le risorse iscritte nel bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri che risultano ancora disponibili. Dalla data di entrata in vigore del decreto, si stabilisce, non sono più attivabili i mutui concessi in virtù di specifiche disposizioni normative adottate fino al 31 dicembre 2011 per far fronte a interventi di spesa a seguito di calamità naturali, salvo quelli per i quali la procedura di attualizzazione sia già stata avviata alla predetta data di entrata in vigore.

PER IMPRESE STOP PER UN ANNO RESTITUZIONE PRESTITO, RATE RIMODULATE Le imprese emiliane che hanno ricevuto un finanziamento agevolato per pagare tributi, contributi e premi sospesi dovuti dal 1 dicembre 2012 al 15 novembre 2013 potranno richiedere la sospensione del pagamento dovuto per la restituzione del debito per quota capitale per un periodo “di dodici mesi e con conseguente rimodulazione delle rate in quote costanti”.

INFORTUNI DURANTE GLI EVENTI SISMICI Viene previsto che per le imprese operanti nei territori interessati dagli eventi sismici, ai fini del calcolo dell’oscillazione dei tassi per andamento infortunistico nonché ai fini dell’applicazione della riduzione della percentuale dell’importo dei premi e contributi dovuti per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali “non si tiene conto degli eventi infortunistici verificatisi in concomitanza dei medesimi eventi sismici e riconosciuti quali infortuni sul lavoro”.

BENEFICI FISCALI A AZIENDE AGRICOLE Per le aziende agricole dei comuni dell’Emilia colpiti dal sisma del maggio 2012 e dalle alluvioni di gennaio 2014 si applicano benefici fiscali e contributivi come: contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato; prestiti ad ammortamento quinquennale; proroga delle scadenze delle rate delle operazioni di credito agrario di esercizio; esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti”.

CONTRIBUTI ESENTASSE Un’altra modifica apportata dalla Camera stabilisce che “i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti, connessi ai predetti eventi di qualsiasi natura, indipendentemente dalle modalità di fruizione e di contabilizzazione, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

CIG IN DEROGA PER ALLUVIONATI Viene poi disposto che “al finanziamento delle autorizzazioni di cassa integrazione guadagni in deroga in favore delle imprese e dei lavoratori sospesi a seguito dell’alluvione del 17 gennaio 2014 concorrono le risorse già stanziate” dal decreto Emilia del 2012, fatto subito dopo il terremoto.

RISORSE RESIDUE 2002 PER EMERGENZA Si prevede anche che “le somme iscritte nei bilanci delle regioni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, a seguito dell’accertamento di economie derivanti dalla completa attuazione di piani di interventi urgenti connessi con eventi calamitosi verificatisi fino all’anno 2002, finanziati con provvedimenti statali, possono essere utilizzate dalle medesime regioni per assicurare l’avvio degli interventi urgenti per gli eventi calamitosi per i quali, nel corso dell’anno 2014, venga disposto il rientro nell’ordinario, e a tal fine possono essere riversate nelle contabilità speciali all’uopo istituite”.

PRIMA CASA Viene stabilito che i termini per adibire un immobile ad abitazione principale “sono prorogati fino al termine di un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto”.

NO ALTERAZIONE CORSI ACQUA DA MESSA IN SICUREZZA IDRICA Gli interventi di messa in sicurezza idraulica dei territori dell’Emilia colpiti dal sisma di maggio 2012 e dalle alluvioni di gennaio 2014 “devono integrare gli obiettivi della direttiva 2000/60/Ce, che istituisce il quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/Ce, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni; in particolare detti interventi non dovranno alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua, e gli interventi di rinaturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque dovranno essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione”.

NESSUNA RISORSA DAI FONDI PER VENETO E LOMBARDIA Per reperire le risorse da destinare alla ricostruzione dei territori dell’Emilia colpiti dal sisma di maggio 2012 e dalle alluvioni di gennaio 2014 non saranno fatti tagli alle contabilità speciali e alle quote finanziarie stabilite per le aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 site in Lombardia e Veneto, sia per quanto riguarda gli interventi su edifici pubblici che privati.