Un problema gravoso per molti donatori di sangue, che finalmente trova una soluzione. E’ quella che riguarda i cosiddetti “esodati del sangue”, che il deputato forlivese Marco Di Maio ha posto all’attenzione del Governo nei giorni scorsi con una interrogazione assieme al collega Marco Donati e altri.

In sintesi, la riforma Fornero sulle pensioni (oltre a produrre una serie di disuguaglianze ed errori) ha fatto sì che i donatori di sangue in procinto di andare in pensione, siano costretti ad aspettare perché dovranno recuperare i giorni in cui, con regolare permesso, sono rimasti a casa per il prelievo.

“Grazie anche alla nostra interrogazione non sarà così – fa notare Marco Di Maio -. Dopo la nostra iniziativa parlamentare, il Governo ha dato parere favorevole ad un emendamento presentato al Senato che estende la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche alle assenze per la donazione di sangue ed emocomponenti. La riforma Fornero del 2011 aveva escluso questa categoria di permessi dal computo complessivo delle giornate lavorative dei dipendenti intenzionati a usufruire della pensione anticipata”.

Ora il tema passera alla Camera, dove il deputato forlivese Marco Di Maio assicura “il massimo impegno per una rapida e positiva approvazione dell’emendamento per ristabilire quanto già indicato dalla legge n. 219/05, che all’articolo 8 comma 1 prevede il riconoscimento della retribuzione e dei contributi per la giornata in cui si effettua la donazione. E’ giusto riconoscere il valore di chi dona il sangue, che contribuisce in maniera determinante al perseguimento dell’autosufficienza di sangue del nostro Paese, un obiettivo fondamentale”.