Esattamente dieci anni fa, la società pubblica Sapro veniva dichiarata fallita dal tribunale di Forlì, innescando un processo non solo giudiziario ma anche politico-mediatico. Ventidue persone vengono iscritte nel registro degli indagati e la loro vita viene stravolta: beni e conti correnti posti sotto sequestro per molto tempo, gogna mediatica, attacchi scomposti, carriere personali distrutte o fortemente penalizzate, spese per decine (a volte migliaia) di euro per difendersi da accuse che oggi si rivelano del tutto inconsistenti.

E ripercussioni economiche: terreni destinati allo sviluppo del territorio bloccati da aste giudiziarie, banche locali sotto pressione con ripercussioni negative non solo per i loro bilanci ma anche per imprese e famiglie, aziende intenzionate a insediarsi sul territorio che se ne sono andate.

Chi ripagherà gli indagati dei danni ingiustamente subiti? Chi risarcirà il territorio per le imprese danneggiate, per i lavoratori rimasti disoccupati, per gli investimenti persi? Nessuno.

Chi pagherà per gli errori giudiziari commessi? Nessuno. Chi risarcirà gli indagati (alcuni dei quali nel frattempo sono deceduti) e le loro famiglie per le profonde conseguenze di questa “maxi inchiesta” conclusa in un nulla di fatto? Nessuno.

La giustizia ha fatto il proprio corso, ha fatto emergere la verità e dimostrato che tutto il teorema inquisitorio era infondato, le ingenti risorse spese per le indagini inutili. È giusto che a nessuno venga chiesto conto di questo? Penso di no e credo che questa inchiesta, seppur a dimensione locale, ci dica molto su quanto ci sia da fare per riformare la Giustizia e ci indichi anche alcuni dei nodi che devono essere affrontati.

Rivolgo, infine, un pensiero a tutti gli indagati: ne conosco alcuni (tra questi anche chi è morto nel frattempo, col dispiacere di non aver vista riconosciuta la propria onestà), so cosa hanno passato e cosa hanno subito i loro cari. E immagino quale possa essere oggi il loro stato d’animo. Continuiamo a credere nella Giustizia e a batterci per riformarla.