Rimborsare l’Imu, abolire l’imposta sulla prima casa e togliere l’Irap in cinque anni sono proposte irrealizzabili: sono bugie dette sapendo di mentire. Perchè se tutto ciò venisse attuato, è chiaro che lo Stato finire in bancarotta e faremmo la fine che fece l’Argentina qualche anno fa. Salterebbero i Comuni, non verrebbero più erogati i servizi, gli asili non potrebbero più essere finanziati, i servizi sociali e sanitari non sarebbero più garantiti”. Marco Di Maio, candidato forlivese alla Camera dei deputati, commenta con preoccupazione le proposte arrivate domenica dal Pdl e dal suo leader Berlusconi.

“Viste le battute di una settimana fa, la prossima proposta che ci aspettiamo – ironizza Marco Di Maio – è che si prometta di restituire ‘L’oro alla patria’ ai parenti degli italiani che nel dicembre del 1935 donarono le proprie fedi nuziali al fascismo”.

“Il punto non è parlare di Berlusconi o essere anti-berlusconiani. Il punto è che quando ci si candida a governare un Paese – dice Marco Di Maio – bisognerebbe avere la consapevolezza della situazione in cui il Paese si trova e non giocare sulle preoccupazioni e le difficoltà dei cittadini. Speculare sull’angoscia degli italiani di fronte alla crisi economica per ottenere qualche voto, è un’operazione orripilante. Mi chiedo come possano sostenere queste tesi i candidati alle elezioni politiche, anche del nostro territorio, che stanno nella coalizione di centrodestra e sanno che queste tasse non potranno mai essere cancellate. Tantomeno si potranno rimborsare i soldi dell’Imu. E sanno cosa significherebbe per i Comuni e per i servizi che si danno ai cittadini”.

“A tutti piacerebbe non pagare le tasse – aggiunge il 29enne candidato al parlamento – e a tutti i partiti politici piacerebbe promettere di abolire ogni imposta e addirittura restituire le somme che si sono pagate. Chi non lo prometterebbe se ciò fosse possibile? Tuttavia non dobbiamo fare spettacolo, non è un’esibizione di cabaret e di demagoghi da strapazzi l’Italia ne ha visti abbastanza”.