Molte associazioni e gruppi di commercianti si stanno organizzando per elaborare campagne e strategie che spingano le persone a fare compere nei negozi cittadini piuttosto che su Amazon o altre grandi piattaforme online.

Condivido che, soprattutto in un periodo difficile come questo, aiutare la rete locale del commercio sia una scelta giusta e condivisibile. Serve supportare le nostre attività commerciali, gli esercenti delle nostre città, i punti vendita che oltre al valore economico rivestono anche una funzione sociale e aggregativa per molti quartieri.

Cerchiamo, però, di essere realisti e di non inseguire la velleità di voler fermare il vento con le mani. Nel 2020 il fatturato dell’e-commerce andrà oltre i 60 miliardi di euro; a fronte dei 700mila nuovi acquirenti sul web stimati per quest’anno, in realtà a fine lockdown a maggio erano già aumentati di 2 milioni. È un processo di cambiamento inarrestabile.

Le crociate contro gli acquisti su Amazon o altre piattaforme portano a poco. Ciò su cui ci si deve battere con forza è pretendere un approccio più equo al trattamento della gestione fiscale delle grandi società internazionali che operano on-line, possibilmente con regolamenti comunitari più stringenti e coerenti.

Allo stesso tempo, poi, grazie alla Rete molte attività di vicinato si stanno organizzando, stanno promuovendo servizi innovativi, stanno reinventando parte della propria attività.

Compriamo dai nostri commercianti di fiducia, dai nostri ristoratori, dagli esercenti del nostro territorio che attraverso gli strumenti più innovativi cercano di resistere alla crisi. So bene cosa significhi per ragioni familiari e per le testimonianze dirette di moltissimi piccoli imprenditori con cui ho potuto confrontarmi.

Ben vengano le campagne per fare acquisti localmente, ma non illudiamo le persone che facendo appello al boicottaggio di Amazon o altre compagnie di e-commerce sia possibile avviare un nuovo Rinascimento del commercio tradizionale.

Perché magari lanciando queste crociate sul momento si prende l’applauso o il “like” della gente, ma quando ci si accorgerà che non servono a nulla la rabbia e la delusione saranno più forti.

Sosteniamo i nostri commercianti, i nostri produttori e le nostre imprese di territorio: facciamolo con realismo, serietà e concretezza.