Domani, con la prima seduta di Camera e Senato, comincia formalmente la XIX legislatura della Repubblica italiana. Oggi, dunque, si conclude definitivamente il mio mandato parlamentare: 9 anni, 6 mesi e 28 giorni in cui ho cercato di adempiere al mio mandato con disciplina e onore (come prevede la Costituzione), mettendoci tutto me stesso.

È stato un onore rappresentare qui il mio territorio, quello in cui sono nato, cresciuto e vivo da sempre con la mia famiglia. Il territorio in cui ho condotto tutte le mie battaglie, da cui sono stato eletto e nel quale continuerò a essere cittadino attivo.

Ho cercato di seguire tutte le innumerevoli e variegate questioni di cui ci siamo occupati, approfondendo, studiando, girando, chiedendo e ascoltando chi ne sapeva di più.
E allo stesso ho provato a cogliere le opportunità, affrontare i problemi, dare risposte a tutti coloro che ne avevano bisogno sul mio territorio (e non solo) senza fare distinzioni di orientamento politico.

Mi sono imposto di avere uno sguardo sempre aperto all’Europa e al mondo, al posizionamento internazionale dell’Italia e alle relazioni che ho potuto direttamente contribuire a rafforzare con alcuni stati. Perché l’Italia è un grande Paese e chi la rappresenta ha il dovere di conoscere e capire cosa accade anche fuori dai nostri confini.

Sento forte l’orgoglio e la consapevolezza di aver agito sempre secondo ciò che ho ritenuto più utile all’Italia prima anziché aver seguito prediletto le mie convenienze o quelle della mia parte. E ne sono orgoglioso. Auguro a tutti i nuovi parlamentari di avere la stessa libertà, requisito fondamentale per poter agire con questo spirito. Con spirito repubblicano nell’interesse supremo dell’Italia.

Termino il mio mandato col sorriso e con gratitudine per aver avuto l’incommensurabile onore di contribuire ai massimi livelli alla vita del nostro Paese. Ma più che guardare indietro, a destra o a sinistra, mi piace guardare avanti.

La passione per la democrazia, per le istituzioni e il loro funzionamento, per la politica e l’amore per l’Italia, non si esauriscono certo con la conclusione di questo incarico.

Continuerò, dunque, a impegnarmi nelle forme in cui avrò possibilità e voglia di farlo, magari anche continuando a condividere con voi riflessioni, pensieri, opinioni.

Intanto un augurio di buon lavoro al nuovo parlamento e buona fortuna a tutti noi.
Viva l’Italia!