Misure a sostegno delle famiglie con figli, promozione della partecipazione al lavoro delle donne, sostegno ai giovani. Questi i pilastri del disegno di legge che contiene deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, il cosiddetto “Family Act”, approvato in via definitiva (il provvedimento era in seconda lettura) in Senato. Un grande risultato politico.

E’ questo il primo progetto organico di riforma delle politiche per la famiglia, che fa leva su un potenziamento del sistema del welfare, con l’introduzione dell’assegno unico e universale, la revisione dei congedi parentali e il sostegno ai percorsi educativi dei figli, la sicurezza lavorativa, attraverso le misure di sostegno al lavoro femminile e una revisione dei meccanismi che consentono una conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei figli a carico di entrambi i genitori. C’è spazio, nel Family Act, anche per il tema della formazione ed emancipazione giovanile.

 – Assegno Unico Universale (già in vigore). 

– Riordino e rafforzamento delle misure di sostegno all’educazione dei figli. 
Si prevedono contributi che possono coprire anche l’intero importo delle rette dei servizi educativi per l’infanzia, nonché l’attivazione di servizi di supporto a domicilio per le famiglie con figli di età inferiore a 6 anni. Previste anche misure di sostegno per le famiglie, in relazione sia alle spese sostenute per i figli con disabilità, con patologie fisiche e non, compresi i disturbi alimentari e i disturbi specifici dell’apprendimento, sia alle spese documentabili per l’acquisto dei libri di testo della scuola secondaria di primo e di secondo grado, sia alle spese sostenute per viaggi di istruzione, per l’iscrizione o l’abbonamento ad associazioni sportive e per la frequenza di corsi di lingua straniera, arte, teatro e musica. 

– Norme per il riordino e l’armonizzazione della disciplina dei congedi parentali e del congedo di paternità, tra cui l’introduzione di modalità flessibili nella gestione dei congedi parentali. 

– Rafforzamento delle misure per incentivare il lavoro femminile. 
Sono previste misure per la modulazione graduale della retribuzione del lavoratore, nei giorni di astensione per malattia dei figli, nonché misure premiali per i datori di lavoro che realizzino politiche atte a promuovere una piena armonizzazione tra vita privata e lavoro, quali, ad esempio, il lavoro flessibile. È previsto, inoltre, che una quota della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sia riservata all’avvio delle nuove imprese femminili e al sostegno della loro attività per i primi due anni, nonché la previsione di ulteriori forme di rafforzamento delle misure volte a incentivare il lavoro femminile nelle regioni del Mezzogiorno.