Sono stati diffusi venerdì, come di consueto, i dati sull’ultimo monitoraggio di Iss e Ministero della Salute, in questo caso quello relativo al periodo 30 novembre – 06 dicembre 2020. Tutte le Regioni tranne il Molise presentano un indice Rt sotto 1 e uno scenario di tipo 1. Anche l’incidenza dei casi è in discesa ma Iss e Ministero invitano ancora alla prudenza poiché l’epidemia si mantiene “grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”. Per questo occorre “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone”.

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Dai dati del report l’Abruzzo passa ufficialmente dalla zona rossa a quella arancione. Allo stesso modo Basilicata, Lombardia, Piemonte e Calabria scendono in zona gialla. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti ha firmato una nuova ordinanza che entrerà in vigore da domenica 13 dicembre In questo modo sono 5 Regioni e Pa in arancione (Bolzano, Valle  d’Aosta, Toscana, Abruzzo e Campania) e tutto il resto del Paese in area gialla. 

L’epidemia in Italia “seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali, continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di efficacia delle misure di mitigazione introdotte. In tutte le Regioni/PPAA la trasmissibilità e compatibile con uno scenario tipo 1.

“Gran parte delle Regioni/PA  – si legge nel report – sono classificate a rischio Moderato di una trasmissione di SARS-CoV-2 ma l’elevata incidenza e l’attuale forte impatto sui servizi ospedalieri richiede cautela mantenendo elevata l’attenzione nei comportamenti. Per questo motivo questo andamento deve portare alla massima attenzione nell’adozione e rispetto delle misure, ed evitarne un rilassamento prematuro, mantenendo elevata l’attenzione nei comportamenti”.

“L’incidenza delle diagnosi di Covid-19 – scrivono Iss e Ministero – è solo leggermente in diminuzione a livello nazionale, ancora elevata e molto lontana da livelli che permettano il ripristino della fase di contenimento e soprattutto con una forte variabilità tra le regioni/PPAA. Si osserva una lieve diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva ma ancora con un forte impatto sui servizi ospedalieri. Questo quadro nazionale sottende un quadro diversificato a livello Regionale e sub-regionale, dove a volte ci sono segnali di instabilità, se non di una ulteriore crescita del numero dei casi”.

Inoltre “l’elevata incidenza e l’attuale forte impatto sui servizi sanitari richiedono di attendere una riduzione significativa prima di considerare un rilassamento delle misure di mitigazione, ivi comprese quelle della mobilità, oltre alla necessità di mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti. La situazione epidemiologica dell’epidemia rimane grave e si raccomanda che, in base all’impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle Regioni/PA eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese”.

“Si conferma – conclude il report – pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone”.