Resoconto stenografico dell’intervento svolto giovedì 19 maggio 2021 in dichiarazione di voto sul decreto “Sostegni 1”

Grazie, Presidente.

Stasera votiamo qui, alla Camera, in maniera definitiva un decreto che è stato denominato “Sostegni”; un decreto ricco di misure attese da migliaia di imprese, di famiglie, di lavoratori. Ma, diciamo la verità, il sostegno più atteso da parte di queste categorie è arrivato proprio in queste ore, con il decreto che ha stabilito le nuove riaperture, modificato il coprifuoco, ridotto le limitazioni, perché questo chiedono le imprese, questo chiedono le imprese, dalla più grande industria all’attività di vicinato, questo chiedono i professionisti e le partite IVA, tutti coloro che vivono del proprio lavoro e non di sussidi: poter lavorare. 

E se oggi entrano in vigore le nuove riaperture, lo spostamento del coprifuoco, le ulteriori libertà che ci vengono restituite, non è perché qualche leader politico ha passato le settimane scorse a minacciare politicamente il Governo, il Presidente Draghi, non è per questo. Se abbiamo queste riaperture, se nelle prossime settimane arriveremo all’eliminazione del coprifuoco e ad altre libertà, ma dobbiamo considerare quelle attività che ancora non hanno riaperto, che meritano un’ulteriore attenzione e maggiori ristori nel decreto di prossima emanazione, è solo grazie al cambio di passo nella gestione dell’emergenza e della campagna di vaccinazione impresso dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, dal commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), ed è grazie al lavoro instancabile dei professionisti della pubblica amministrazione, dei sanitari, del personale tecnico e amministrativo, delle Forze di Polizia, delle Forze armate, della vasta rete del Terzo settore e del volontariato, un patrimonio di passione e di impegno civile che è determinante nel successo di questa campagna vaccinale.

È un cambio di passo che Italia Viva ha voluto, perseguito, promosso, sostenuto, non per un oscuro complotto internazionale, come abbiamo sentito dire, ma perché l’Italia ne aveva bisogno. Il compito della politica non è quello di fare le scelte più popolari in quel momento, ma di compiere ciò che è più giusto per il destino di una comunità. 

Lo abbiamo fatto perché eravamo convinti, e lo siamo ogni giorno di più, che l’Italia, nel suo momento più difficile dal dopoguerra, avesse bisogno di una guida solida, autorevole, apprezzata a livello europeo e internazionale, e avesse bisogno del coinvolgimento di tutte le forze politiche nella gestione di questa fase. In ballo c’è il futuro del Paese, non il futuro di una forza politica.

Dicevamo, quindi, delle riaperture. Questo decreto, che è stato appena emanato, va nella direzione giusta: ha anticipato la ripartenza per alcuni settori, ha chiesto uno sforzo ulteriore per poche altre categorie che, lo ripeto, necessitano di ulteriori sostegni e ci riferiamo, ad esempio, al settore del wedding, dell’organizzazione di eventi, l’intrattenimento e le fiere, la convegnistica, alcune attività sportive che devono essere messe nelle condizioni non solo di aprire, ma di poterlo fare con tutti gli strumenti necessari. 

Ci aspettiamo dal prossimo decreto economico un’attenzione aggiuntiva al mondo della piccola e media impresa, dell’artigianato, del piccolo commercio, anche quello collocato dentro i centri commerciali, il cui anticipo della riapertura nei fine settimana non è una vittoria di Italia Viva, che lo ha chiesto incessantemente, ma di tutte quelle attività che hanno sofferto i drastici cali di fatturato nei mesi scorsi e anche, ovviamente, le attività economiche e commerciali dei centri storici e dei nostri quartieri. 
Difendere il commercio, aiutarlo a vincere le sfide enormi che il mercato pone di fronte significa difendere la vitalità dei nostri quartieri, dei nostri centri urbani, la qualità della vita nelle nostre città (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Servono ulteriori investimenti nell’educazione.

Bene, dunque, i finanziamenti previsti in questo decreto che stiamo per approvare e destinati ai centri estivi, all’impegno contro la povertà educativa e, sempre nell’ambito educativo, troviamo molto positivo che questo decreto vada a stanziare circa 300 milioni di euro, a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori centinaia di milioni con il “decreto Sostegni-bis” per il mondo dell’istruzione. 

Riteniamo, però, un errore avere escluso dagli aiuti il sistema delle scuole paritarie che, a tutti gli effetti, fa parte del sistema educativo del nostro Paese, non perché lo diciamo noi, ma perché c’è una legge che porta la firma di Luigi Berlinguer, che è legge dello Stato e che stabilisce, appunto, la parità educativa. È un sistema, quello delle paritarie, che contribuisce in modo determinante a completare l’offerta educativa, con quasi 1 milione di ragazzi che le frequentano e circa 300 mila docenti e spesso servizi che vengono erogati in convenzione con i comuni, laddove i comuni da soli non riuscirebbero a garantirli. 

Ci auguriamo per questo che il Governo si ricordi delle difficoltà attraversate dal sistema delle paritarie nel decreto di prossima uscita, così come sarà necessario prevedere ulteriori aiuti per il settore della cultura, dello spettacolo dal vivo, gravemente colpiti dall’emergenza pandemica. Certo, vedere musei, teatri, cinema, arene riaprire, rifare calendari, programmazioni, così come veder ripartire le attività sportive fa bene all’anima, fa bene al nostro Paese e fa bene, soprattutto, nel dare un segnale di fiducia agli italiani. 

Dobbiamo, però considerare che quelle professionalità nel mondo dell’arte, della cultura, della musica, del cinema, dello spettacolo e dello sport sono parti integranti, non solo del nostro sistema economico, ma anche della nostra identità; per questo ci aspettiamo ulteriori interventi a sostegno di queste categorie.

Pensiamo, poi, sia opportuno lavorare per superare il limite dei 10 milioni di euro di fatturato 2019 che sono previsti ai fini dell’accesso al contributo a fondo perduto. Questo è importante per dare sollievo sicuramente al sistema delle medie e grandi imprese italiane che, però, in moltissimi casi, sono di vitale importanza per le commesse che generano, per l’indotto che generano, anche a favore delle piccole imprese. In quest’ottica, pensiamo anche sia importante chiedere al Governo un impegno più forte in sede europea, per ottenere una modifica ai limiti imposti dal Temporary Framework, dal quadro temporaneo delle normative europee sugli aiuti di Stato alle imprese in difficoltà: un’esigenza molto sentita dal settore fieristico, ma l’esigenza riguarda anche altri settori. È il momento di dare corpo al futuro, di dare corpo all’Italia post-COVID che stiamo disegnando con il Recovery Plan, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato in larga parte da risorse europee, ma non solo. 

È una mole di denaro enorme che dovremo dimostrare di essere in grado di spendere attraverso le opportune semplificazioni normative che devono riguardare non solo l’apertura dei cantieri, ma anche, ad esempio, la modalità di accesso agli incentivi, ai bonus come, ad esempio, il superbonus del 110 per cento, la cui efficacia, in questo momento, è limitata proprio dalle procedure burocratiche.

Il Piano per le opere pubbliche che abbiamo presentato, il cosiddetto Piano Italia Shock sta diventando realtà con la nomina dei commissari, lo sblocco dei cantieri che erano fermi. 
Il futuro dell’Italia passa anche, ovviamente, per una maggiore rapidità nel realizzare le proprie opere e riteniamo che il provvedimento che il Governo sta elaborando in materia di semplificazioni normative debba dare un ulteriore impulso per spendere tanti miliardi di euro già stanziati, ma che non vengono spesi per le lentezze della burocrazia. I giovani sono il capitale umano più prezioso che abbiamo e su cui dobbiamo investire di più.

Aiutare i giovani a contrarre, ad esempio, un mutuo per l’acquisto della casa, come ha annunciato anche il Presidente Draghi, è importante e, a questo proposito, proprio nelle ore in cui il Governo sta discutendo un nuovo provvedimento economico, facciamo una proposta: estendere l’accesso al Fondo di garanzia prima casa a tutti gli under 40 che abbiano una posizione lavorativa attiva, a prescindere dalla tipologia del contratto, e innalzare il limite dell’importo del mutuo ipotecario garantibile. Questo per dare una risposta concreta a milioni di giovani e a tantissime famiglie che si aspettano aiuti concreti dal Governo.

Se parliamo di giovani, parliamo anche di tutte le famiglie italiane: quelle con figli, quelle che non possono avere figli, quelle che scelgono di non avere figli. La crisi demografica che vive l’Italia, però, è un problema che va affrontato di petto e con energia, perché rappresenta un’ipoteca sul futuro del Paese e perché ha un impatto molto pesante sulle nostre politiche sociali, sulle nostre politiche previdenziali, sulle nostre politiche economiche; lo ha già oggi e rischia di averlo, ancora più forte, in futuro. 

Per questo chiediamo che si completi, al più presto, la riforma del cosiddetto Family Act (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) che abbiamo presentato e che è parte integrante non solo del programma e delle proposte di Italia Viva, ma è parte integrante dell’azione di questo Governo; l’abbiamo sentita citata a più riprese ed è, soprattutto, anche citata nel Recovery Plan, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. È una delle colonne su cui deve poggiare l’azione del Governo nei prossimi mesi.

Un primo pilastro di questo progetto, l’assegno unico universale, approvato all’unanimità, tra l’altro, da questo Parlamento grazie anche al prezioso lavoro di cucitura politica fatta dalla nostra Ministra Elena Bonetti, diventerà realtà dal 1° luglio ed entrerà a pieno regime a partire dal gennaio 2022. Un’altra parte di questi interventi, però, dipenderà dalla celerità con cui il Parlamento approverà la legge di attuazione del Family Act e, successivamente, anche da quella riforma fiscale a cui stiamo lavorando e rispetto alla quale presenteremo delle proposte nelle prossime settimane.

Serve completare il pacchetto di sostegni alle famiglie, lo ribadiamo in maniera molto forte, con determinazione. Ce lo ha ricordato, nei giorni scorsi, anche Papa Francesco quando ha dichiarato che, “se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro, ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”.