“La cooperazione sociale rappresenta non solo un fattore di coesione del territorio e garanzia di servizi, ma ormai è sempre più una fetta insostituibile del sistema economico: per questo è necessario che il Governo intervenga per evitare l’incremento dell’Iva per le prestazioni sociali dal 4 al 10%”. Lo afferma il deputato Marco Di Maio, che giovedì mattina ha partecipato alla Camera all’incontro organizzato da Legacoopsociali, Confcooperative Federsolidarietà e Agci Solidarietà nazionali per porre l’accento su questo problema.

“L’effetto di questa misura – fa notare il giovane parlamentare – non comporterà alcun beneficio in termini di maggior gettito per lo Stato, mentre produrrà l’effetto di impattare fortemente sui bilanci e sui programmi delle cooperative sociali che hanno già contratti pluriennali basati sul precedente regime Iva”.

I numeri parlano di un effetto della misura introdotta dal Governo Monti che si abbatterebbe ancora una volta sui Comuni (e dunque sui cittadini) riducendo del 6% le prestazioni di welfare territoriale che i Comuni oggi garantiscono. Gli enti locali, infatti con le medesime risorse del 2013, nel 2014 forniranno meno servizi sociali agli italiani. Saranno tagliati i servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione: almeno 500.000 persone rimarranno senza paracaduti sociali. Infine verrebbero messi a rischio 43mila posti di lavoro.

All’incontro sono intervenuti anche molti ministri, tra cui quello del lavoro e politiche sociali, Enrico Giovannini, che ha aperto uno spiraglio importante per ribaltare la situazione. “Il ministro – fa presente il parlamentare Marco Di Maio – ha definito legittime e sensate le richieste delle cooperative sociali; ora ci aspettiamo che il Governo sia conseguente con questa consapevolezza”.

L’Ufficio stampa