Diversi esponenti riconducibili a varie famiglie camorriste sono stati condannati dal tribunale di Bologna. Agivano e spadroneggiavano a Rimini, tra estorsioni, violenze e minacce.

In attesa che le sentenze definitive arrivino (mi auguro in fretta), vorrei evidenziare come purtroppo anche la Romagna (terra finora considerata immune da questi fenomeni) sia bersaglio di soggetti mafiosi e di infiltrazioni della criminalità organizzata.

Non possiamo né dobbiamo accettarlo: per questo è fondamentale denunciare ogni volta che si presuma di avere a che fare con questo genere di criminali e che le istituzioni facciano fronte comune nella lotta contro questi fenomeni. Il rischio più grande è la sottovalutazione, che unita all’indifferenza è il miglior alleato dei criminali che sono costantemente alla ricerca di territori apparentemente “vergini” o lontani dai riflettori per mettere le proprie radici malefiche.

È un rischio ancor più elevato di fronte all’impatto devastante che la crisi economica dovuta al Covid sta avendo su molti comparti produttivi, portando in grave difficoltà tanti piccoli-medi imprenditori che in assenza di risposte adeguate da parte delle istituzioni rischiano di rivolgersi agli interlocutori sbagliati.

Abbiamo un duplice compito, dunque: garantire soluzioni all’altezza dei bisogni e lavorare per prevenire e reprimere i fenomeni malavitosi. Anche per questo nei prossimi giorni interesseremo la commissione Antimafia, affinchè non sottovaluti il fenomeno delle infiltrazioni anche nelle nostre zone.