Le immagini dei ristoranti aperti, con i tavoli distanziati ma occupati, sono un segno di ripartenza e fiducia. Dopo mesi di serrate, di scorte alimentari buttate via, di polvere e vetrine spente, il weekend appena trascorso ha portato un po’ di “normalità” (e di fatturato) nelle strade delle nostre città. Mi auguro che sia solo l’inizio di una ripresa di cui tutti sentiamo il bisogno.??

E’ necessario, però, continuare a tenere il comportamento di massima prudenza, attenzione e rigore nei comportamenti che è stato indispensabile fino a questa fase. Il virus non è scomparso, siamo tuttora in una fase di emergenza e ne avremo ancora per qualche tempo. Dunque la convivenza forzata col virus sarà una costante dei prossimi mesi.

Per questo è fondamentale che, insieme alle progressive riaperture, proseguano e aumentino i controlli affinché tutti, esercenti e cittadini, rispettino le fondamentali norme di sicurezza: distanza interpersonale, mascherine, igenizzazioni (o come ripete il prof. Claudio Vicini. nelle nostre dirette del sabato, le tre “M”: un Metro di distanza, Mani lavate e Mascherine).

Si può riaprire rispettando le regole, vale per tutte le categorie. Del resto per adeguarsi ai protocolli le attività hanno investito molto: mettiamo nelle condizioni di lavorare chi può farlo in sicurezza, intensifichiamo controlli e applichiamo le sanzioni – se necessario anche inasprendole – verso chi trasgredisce le regole.

A giudicare dalle foto e dalle testimonianze dei giorni scorsi, e anche dai rapporti dei vari organi preposti ai controlli, sembra che la stragrande maggioranza delle attività persone abbia rispettato le norme. Bene così. Con ordine, rispetto e fiducia costruttiva possiamo impostare una convivenza responsabile con il virus.