acqua1-300x225.jpg

L’aula della Camera ha approvato in prima lettura la proposta di legge sull’acqua. Nel corso di questo passaggio parlamentare la pdl è cambiata in maniera radicale, soprattutto in commissione Ambiente. Con l’approvazione di una decina di emendamenti del Pd il provvedimento originario è stato di fatto riscritto, al punto che i deputati M5s e Si-Sel hanno deciso di ritirare le loro firme dalla pdl. Nel dettaglio, sono stati soppressi gli articoli che prevedevano la ripubblicizzazione del servizio idrico, che – nell’ultima versione della pdl – viene definito come ‘servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività’. La proposta di legge non stanzia nuove risorse ma stabilisce che il finanziamento del servizio idrico integrato avverrà attraverso: tariffa; risorse nazionali, compreso il Fondo per il finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche; risorse europee. Viene istituito il Fondo nazionale di solidarietà internazionale, da destinare a progetti di cooperazione in campo internazionale che promuovano l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienicosanitari, alimentato con due tasse di scopo. La proposta nasce come proposta di legge popolare, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua che nel 2007 raccolse oltre 400mila firme, fatta propria in questa legislatura dall’intergruppo parlamentare per l’acqua pubblica. Il cuore della contesa – in particolare tra Pd da una parte e M5s e Si-Sel dall’altra – è stata la forma di gestione del servizio idrico. Alla fine, nell’ultima versione della pdl, è stato stabilito che l’affidamento del servizio idrico, come già prevede la legge attuale, potrà avvenire a favore di società interamente pubbliche in house. L’affidamento, ecco la novità, potrà però avvenire ‘anche in via diretta’, se le società pubbliche saranno partecipate ‘da tutti’ gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale. Previste anche delle novità per favorire la lettura trasparente della bolletta, una delega al governo per il rinnovo delle concessioni e l’introduzione di un quantitativo minimo vitale gratuito.

ACQUA SERVIZIO PUBBLICO LOCALE DI INTERESSE ECONOMICO La proposta di legge considera il servizio idrico integrato ‘un servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività’.

POSSIBILE AFFIDAMENTO DIRETTO SOCIETA PUBBLICHE IN HOUSE L’affidamento del servizio idrico, come già prevede la legge attuale, potrà avvenire a favore di società interamente pubbliche in house. L’affidamento, ecco la novità, potrà però avvenire ‘anche in via diretta’, se le società pubbliche saranno partecipate ‘da tutti’ gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale.

SERVIZIO FINANZIATO DA TARIFFA, RISORSE NAZIONALI E UE Il finanziamento del servizio idrico integrato avverrà attraverso queste seguenti: tariffa; risorse nazionali, compreso il Fondo per il finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche; risorse europee appositamente destinate agli enti di governo dell’ambito per la realizzazione delle opere necessarie ad assicurare i livelli essenziali del servizio idrico integrato su tutto il territorio nazionale. La proposta di legge stabilisce che le risorse nazionali e dell’Unione europea per l’acqua ‘sono destinate prioritariamente al finanziamento di nuove opere per l’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione e delle reti idriche finalizzate al superamento delle procedure di infrazione o dei provvedimenti di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea in ordine all’applicazione delle direttive sul trattamento delle acque reflue’.

RISORSE AMBIENTALI CDP A RETI IDRICHE La proposta di legge destina i finanziamenti ambientali erogabili da Cassa depositi e prestiti in via prioritaria a interventi sulle reti idriche.

SANZIONI CODICE AMBIENTE ACQUA A FONDO RISORSE IDRICHE Le somme derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative previste dalla terza parte del codice dell’ambiente (Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche) vengono destinate al Fondo per gli interventi relativi alle risorse idriche.

NESSUN NUOVO ONERE DA ATTUAZIONE LEGGE La proposta di legge precisa che dall’attuazione di queste norme ‘non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica’. Le amministrazioni interessate alla relativa attuazione dovranno quindi provvedere con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

QUANTITATIVO MINIMO VITALE GRATUITO La proposta di legge assicura, ‘quale diritto fondamentale di ciascun individuo, l’erogazione gratuita di un quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali fino a 50 litri giornalieri per persona, che deve essere garantita anche in caso di morosità’. L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, nella predisposizione del metodo tariffario, dovrà – di conseguenza – assicurare che la tariffa dell’acqua ‘garantisca un adeguato recupero dei costi del servizio per mezzo della applicazione del criterio di progressività e dell’incentivazione al risparmio della risorsa idrica, a partire dal consumo eccedente il quantitativo minimo vitale giornaliero, nella determinazione del corrispettivo del medesimo’. I cosiddetti morosi incolpevoli saranno definiti dall’Autorità sulla base dell’Isee.

USO ACQUA: PRIORITARIO QUELLO UMANO La proposta di legge stabilisce una scala di priorità per l’utilizzo della risorsa idrica. Nello specifico viene stabilita la priorità per il consumo umano rispetto agli ‘altri usi’ del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo; quindi ammissibilità degli altri usi dell’acqua solo quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ne pregiudichino la qualità per il consumo umano. Dopo l’uso umano la priorità viene data all’utilizzo per l’agricoltura e per l’alimentazione animale. Inoltre, tra i principi generali, la proposta di legge punta a favorire, per gli altri usi, l’impiego dell’acqua di recupero, in particolare di quella derivante da processi di depurazione, delle acque piovane e di trattamento delle acque di prima pioggia.

DELEGA RINNOVO CONCESSIONI La proposta di legge prevede una delega al governo, da adottare entro il 31 dicembre 2016, sulle ‘disposizioni per il rilascio ed il rinnovo delle concessioni di prelievo di acque, ivi incluse le fattispecie riguardanti il trasferimento di ramo d’azienda’. La delega si richiama ai principi già contenuti nella delega per la riforma del codice appalti che, per esempio, contemplava ‘criteri volti a vincolare la concessione alla piena attuazione del piano finanziario e al rispetto dei tempi previsti dallo stesso per la realizzazione degli investimenti in opere pubbliche’. Il futuro dlgs dovrà prevedere, tra l’altro, ‘l’obbligo per le Regioni e le Province autonome di provvedere, entro un termine congruo prima dello scadere di una concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, nonché in ogni caso di cessazione anticipata della medesima, previa valutazione dell’eventuale sussistenza di un prevalente interesse pubblico ad un diverso uso delle acque – si legge – ad indire una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza, non discriminazione e assenza di conflitto di interessi, per l’attribuzione a titolo oneroso della concessione per un periodo congruo, individuato in un minimo ed un massimo e da determinare in concreto da parte delle Regioni e delle Province autonome’. Lo stesso dlgs dovrà definire anche i criteri cui le Regioni e le Province autonome dovranno attenersi nell’attribuire la concessione, ‘nonché nella determinazione della sua durata’. Le Regioni dovranno poi tenere conto degli ‘interventi che offrono un miglioramento e un risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, nonché una compensazione ambientale per gli enti locali interessati’, considerando anche ‘il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse, soddisfacendo in particolare il principio ‘chi inquina paga”.

NASCE FONDO SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE Nasce il Fondo nazionale di solidarietà internazionale, da destinare a progetti di cooperazione in campo internazionale che promuovano l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienicosanitari, alimentato da: l’aumento da 0,5 a 1 centesimo del contributo per ogni bottiglia di acqua minerale o da tavola in materiale plastico venduta al pubblico; un prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata a cura dell’Aeegsi.

SOTTOAMBITI ATO NON PIÙ PICCOLI DI BACINI IDROGRAFICI I sottoambiti degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) non dovranno essere più piccoli dei bacini idrografici, anziché – come prevede attualmente il Codice dell’ambiente – delle Province o delle Città metropolitane.

DATABASE SCARICHI E IMPIANTI L’autorità di distretto dovrà realizzare e aggiornare un database geografico, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che censisce, caratterizza e localizza: i punti di prelievo dell’acqua; gli scarichi; gli impianti di depurazione pubblici e privati.

VERIFICHE PERIODICHE SU GESTORI SERVIZIO L’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale dovrà effettuare una verifica periodica dell’attuazione del piano d’ambito. La stessa dovrà inoltre, almeno 24 mesi prima della scadenza della gestione di ambito, provvedere alla verifica dell’attività svolta dal gestore del servizio, previa consultazione pubblica (tramite il sito web istituzionale) della durata di 30 giorni.

AEEGSI DEVE FAVORIRE TELELETTURA L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico individua misure per favorire la diffusione della telelettura in modalità condivisa da effettuare attraverso la rete elettrica, mediante l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, al fine di favorire il controllo dei consumi e la verifica del diritto all’erogazione del quantitativo minimo vitale di acqua.

COMUNI INCENTIVANO USI ACQUA RUBINETTO IN RISTORANTI I Comuni, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, ‘incentivano gli esercizi commerciali in possesso di regolare licenza per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande presenti sul loro territorio a servire ai clienti acqua potabile che fuoriesce dai rubinetti utilizzati per il consumo umano’.

DA 2017 DATI INESTIMENTI GESTORI IN BOLLETTA A partire dal 2017 i gestori del servizio idrico integrato devono comunicare a ciascun utente, nella prima bolletta utile, i dati relativi all’anno precedente risultanti dal bilancio consuntivo dei gestori stessi concernenti gli investimenti realizzati sulle reti nei settori dell’acquedotto, della fognatura e della depurazione unitamente alle relative spese, nonché i dati relativi al livello di copertura dei citati settori. Dal 2018 questi dati dovranno riguardare anche l’annualità anteriore a quella di riferimento.

DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA IN PIANIFICAZIONE ACQUA Gli enti locali devono adottare (sulla base di norme regionali di indirizzo) forme di democrazia partecipativa in merito alle decisioni relative agli atti fondamentali di pianificazione e programmazione del servizio idrico integrato. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, le Regioni dovranno quindi definire le forme e le modalità più idonee, con cui organizzare la partecipazione e la discussione degli abitanti, dei lavoratori e delle loro forme associative e di rappresentanza nelle sedi di pianificazione e programmazione degli orientamenti di fondo del servizio idrico integrato.

PUBBLICITÀ SEDUTE E ATTI EGATO La proposta di legge stabilisce che le sedute dell’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale (Egato), salvo quelle dell’organo esecutivo, sono pubbliche e la loro convocazione è resa nota nelle forme che garantiscono la massima possibilità di diffusione. Dovranno inoltre essere pubblicati nel sito istituzionale degli Egato i verbali delle sedute e le deliberazioni assunte, con relativi allegati. I soggetti pubblici gestori del servizio idrico integrato dovranno poi rendere pubblici, tramite idonei strumenti, anche informatici, tutti gli atti e i provvedimenti che prevedono impegni di spesa. E ancora, dovranno essere rese pubbliche: le informazioni e le analisi relative alla qualità delle acque ad uso umano, al monitoraggio delle perdite delle infrastrutture idriche di competenza e alle perfomance di gestione aziendale raggiunti nell’anno solare.

CLAUSOLA SALVAGUARDIA AUTONOMIE Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano applicheranno queste disposizioni ‘compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione’.