legge-stabilita-2015-entrate-usciteL’approvazione da parte del consiglio dei ministri è il primo passo per la costruzione della nuova Legge di Stabilità, quella che un tempo era più conosciuta come “finanziaria”. Ora il testo dovrà essere pubblicato nella sua forma “di legge” in Gazzetta Ufficiale per poi essere trasmesso al parlamento che dovrà esaminarlo ed eventualmente (anzi certamente) modificarlo. Tuttavia ci sono alcuni architravi molto chiari e importantissimi, misure di cui si parla da anni e che stavolta diventano davvero realtà. Capaci di rilanciare la nostra economia e provare ad uscire dalla stagnazione in cui ci troviamo.

Provvedimenti a favore delle imprese e dei loro lavoratori, delle famiglie, della scuola, della ricerca. Una manovra anticiclica, le cui coperture finanziarie sono un mix tra utilizzo del deficit (rigorosamente entro il limite del 3% rispetto al valore del Pil), risparmi di spesa pubblica (da cui derivano anche parte delle polemiche di questi giorni) e utilizzo della leva fiscale su alcuni prodotti finanziari (fondi pensione, rendite, ecc.). Si incentivano notevolmente le assunzioni, rendendo il contratto a tempo indeterminato più conveniente delle altre forme. Si poteva fare meglio? Può darsi e ci lavoreremo in parlamento; tuttavia questa è una manovra espansiva senza precedenti negli ultimi anni, che sono convinto porterà beneficio al Paese nel medio e lungo periodo.

Di seguito ho cercato di riassumere brevemente le principali misure proposte dal Governo, precisando ancora una volta che prima di diventare operative dovranno essere vagliato ed eventualmente modificate dal parlamento.

IRAP – La proposta inserita in legge di stabilità relativamente all’Irap è una di quelle di cui più si parla e che suscita le maggiori aspettative. In sostanza si tratta del taglio della componente lavoro dalla base imponibile dell’imposta, con un risparmio annuo per le imprese di 6,5 miliardi di euro. L’obiettivo è far ripartire le assunzioni, sgravare i costi per le aziende e consentire di liberare quelle risorse per nuovi investimenti.

ZERO CONTRIBUTI PER I NEO ASSUNTI – Questo provvedimento è un altro tra i più attesi dal mondo economico. Prevede che si azzerino per tre anni i contributi che il datore di lavoro è tenuto a versare allo Stato per tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Ovviamente sarà lo Stato a farsi carico degli oneri contributivi a beneficio dei lavoratori, affinché questi non vengano penalizzati ai fini previdenziali. Qui ci sono da verificare i tempi esatti di realizzazione del provvedimento, che è collegato all’introduzione del contratto a tutele crescenti previsto dal “jobs act”. In ogni caso sarà una delle misure che di più incoraggeranno nuove assunzioni e la ripresa economica.

STABILIZZATO IL BONUS IRPEF – Tagliare le imposte per le imprese e per i lavoratori, in maniera consistente: è questa la forza della legge di stabilità presentata dal Governo Renzi, che come annunciato nei mesi scorsi prevede anche la stabilizzazione del bonus degli 80 euro in più in busta paga. Il contributo, che è ricavato da una riduzione di tasse per i lavoratori dipendenti, si trasforma da bonus sgravio contributivo e diventa quindi strutturale, per sempre.

OCCHIO A FAMIGLIE NUMEROSE – Nel confermare e stabilizzare il taglio dell’irpef per 10 milioni di italiani, viene prevista una misura aggiuntiva per le famiglie numerose con sconti fiscali ad hoc per il sostegno dei figli fino al terzo anno di età.

ECOBONUS E RISTRUTTURAZIONI – Una delle misure più importanti anche per dare impulso alle attività economiche, è la conferma dei bonus fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Si confermano quindi le detrazioni fiscali del 50% per i lavori di recupero edilizio e del 65% per gli interventi di risparmio energetico. Per dare un’idea dell’importanza di questi provvedimenti: nel 2014 sono stati effettuati interventi edilizi per 28 miliardi di euro (e dunque sconti fiscali per 14 miliardi in dieci anni) e lavori di riqualificazione energetica per 4,8 miliardi (con 2,7 miliardi di detrazioni fiscali).

TFR – Come detto in altre occasioni anche dal sottoscritto, alla fine il Governo ha fatto la scelta più saggia sul Tfr: per tre anni in via sperimentale, su base facoltativa il lavoratore potrà richiederlo in busta paga a costo zero per l’azienda grazie ad un accordo con le banche, che anticiperanno alle imprese il denaro per eventualmente pagare il tfr ai propri dipendenti.

RICERCA – C’è un impegno importante, anche se ancora non sufficiente, per far ripartire gli investimenti in ricerca e sviluppo. La legge di stabilità mette a disposizione per il 2015 la cifra di 300 milioni di euro per attivare un meccanismo di credito di imposta del 25%, che sale al 50% se la ricerca che si finanzia è contrattualizzata con università o enti di ricerca. Ogni beneficiario non potrà godere di un credito superiore ai 7,5 milioni di euro su base annua. La misura è progressiva e punta ad incrementare il plafond disponibile fino a 580 milioni di euro nel 2019. Si introduce anche il “patent box” che sostanzialmente prevede che i redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti non concorrono per il 50% a formare il reddito imponibile.

SCUOLA – Un miliardo di euro viene stanziato per dare seguito al programma “la buona scuola”, che tra le altre cose prevede la stabilizzazione di 148.000 lavoratori precari della pubblica istruzione. I soldi serviranno a pagare gli stipendi degli ultimi quattro mesi del 2015 (quindi la misura sarà operativa con l’avvio del prossimo anno scolastico) per poi diventare strutturale e permanente a partire dal 2016 (con un costo a regime di 4,1 miliardi). Un investimento importante per la scuola e per una buona e nuova occupazione.