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Nella legge delega di riforma della Pubblica amministrazione ci sono interventi che vanno anche a favore del nostro sistema produttivo. La PA è il sistema di ingranaggi che, se ben oliati, deve far girare al meglio il motore dello Stato. Un motore che negli ultimi anni si è inceppato e che adesso deve essere messo nelle condizioni di ripartire con nuovo slancio. Vediamo quali sono le novità per le imprese.

MENO LUNGAGGINI. SÌ SILENZIO-ASSENSO Nella delega viene anche previsto l’ampio utilizzo all’istituto del ‘silenzio-assenso’ tra le amministrazioni pubbliche. Dopo 30 giorni dalla notifica di un atto (da cofirmare) il silenzio da parte di una amministrazione equivarrà al consenso. Per quanto riguarda però le contese su nulla osta e altri via libera, sarà il presidente del Consiglio, dopo un passaggio in Consiglio dei ministri, a decidere. Il silenzio assenso – è stato deciso alla Camera – varrà anche per le società partecipare.

TAGLIO 50% TEMPI BUROCRAZIA GRANDI OPERE Il governo dovrà prevedere una procedura accelerata ‘ad hoc’ per alcuni tipi di procedimenti amministrativi: arriva il taglio fino al 50% dei termini previsti per la chiusura delle procedure che riguardano ‘opere di interesse generale o l’avvio di attività imprenditoriali’. La stessa modifica prevede che, per le grandi opere, potranno essere attribuire poteri sostitutivi al premier, che a sua volta potrà avvalersi dei prefetti. Di conseguenza potrà essere istituita un’Unità tecnica – di cui si potrà avvalere il premier e i prefetti – per l’esercizio dei poteri sostitutivi.

SCENDE SOGLIA MINIMA CAMERE. RIMANE TETTO 60 Si abbassa la soglia dimensionale minima di imprese iscritte nel Registro per la costituzione delle Camere di commercio. Rimane per le Camere la riduzione a livello nazionale da 105 a 60 come previsti dal testo così come uscito dal Senato.

TAGLI PER LE CAMERE DI COMMERCIO Per le Camere di commercio arriva la ‘limitazione’ delle partecipazioni societarie ‘non necessarie’. Saranno ridotti anche i componenti dei consigli, delle giunte e delle società da loro controllate. È previsto, inoltre, un riordino della disciplina dei compensi degli organi: riduzione dei compensi e dei costi e limiti agli stipendi dei vertici.

RIFORMA PORTI. ANCHE GOVERNANCE Delega al governo per la riforma delle Autorità portuali, compresa la governance e l’unificazione delle procedure doganali. Lo prevede un altro emendamento al ddl delega P.a., approvato in commissione. La modifica prevede una ‘riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina’ sulle autorità portuali. Non solo, perché il governo potrà anche intervenire anche sull’unificazione delle procedure doganali e amministrative in materia di porti.