Lo dico subito a scanso di equivoci: non consentiremo mai la trasformazione della nostra Repubblica in una cliccocrazia. So che non è questo l’intento della ministra Lamorgese; ma so anche che c’è chi invece vede nel “click” da casa la massima essenza della partecipazione democratica. Noi no.

Il voto elettronico non garantisce indipendenza, unicità, correttezza e autenticità del voto; si presta a gravi rischi di manipolazioni e anche di infiltrazioni.

Pensiamo, piuttosto, a consentire il voto fuori sede per i tanti concittadini che si trovano lontani dalla propria città per ragioni di studio o di lavoro, ma per votare alle consultazioni nazionali devono spendere soldi e tempo per esercitare il proprio diritto obbligatoriamente nel Comune di residenza.