Il parlamentare forlivese chiede di incontrare la dirigenza, che continua a negarsi

Il parlamentare forlivese Marco Di Maio ha incontrato lunedì mattina davanti ai cancelli dell’azienda, alcuni lavoratori dello stabilimento cittadino della “Electrolux”, da mercoledì attivi con un presidio operativo 24 ore su 24. L’incontro si è svolto a seguito della assemblea indetta dai sindacati lunedì mattina, nel corso della quale si è fatto il punto della situazione sul negoziato con la dirigenza e sulle iniziative sindacali in corso.

“La determinazione dei dipendenti che da mercoledì stazionano 24 ore su 24 davanti ai cancelli dell’azienda è ancora più forte dopo l’assemblea di stamattina – dichiara Marco Di Maio – anche se alcune modifiche saranno apportate. Certo è che non aiuta a stemperare i toni l’indisponibilità dell’azienda di rapportarsi con i lavoratori e tantomeno con i rappresentanti istituzionali, come ho avuto modo di riscontrare personalmente visto che anche a me come ad altri è stata rifiutata la richiesta di incontrare un dirigente dello stabilimento, che avrei avuto interesse ad ascoltare per comprendere meglio il punto di vista dell’azienda, quanto meno nella realtà forlivese”.

“Rimane il fatto – aggiunge Marco Di Maio – che non sarà accettabile alcun piano industriale che preveda risparmi tagliando gli stipendi, già esigui, dei dipendenti o trasferendo altrove le produzioni italiane, peraltro dotate di buon valore aggiunto come nel caso di Forlì. Ci sono possibilità alternative, sono state proposte e sta anche al Governo fare la propria parte per renderle praticabili o irrobustirle”.

Di Maio è stato all’Electrolux prima di tornare a Roma alla Camera, dove il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato è intervenuto per un’informativa sui rapporti tra il Governo e il colosso svedese. Nella sua relazione il ministro ha manifestato la disponibilità dell’Esecutivo a fare la propria parte mettendo a disposizione risorse per le attività di ricerca e sviluppo, che secondo i parametri europei non costituiscono aiuti di Stato e a utilizzare “la cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali che consentano ai lavoratori di conservare il loro reddito”. Il ministro ha anche annunciato di attendere il 17 febbraio, quando ci sarà il prossimo incontro con l’azienda, per avere “avere un quadro piu’ preciso che potrei riferire in commissione. La stretta a cui vogliamo arrivare e’ che un’azienda cosi’ importante non chiuda nel nostre paese neppure uno dei centri di produzione, mantenendo qui la sua attivita’ produttiva”.