Con la firma del Presidente Mattarella è stata finalmente promulgata la legge di riforma costituzionale che prevede la possibilità per i diciottenni di votare i rappresentanti al Senato. Finora solo chi aveva compiuto 25 anni di età faceva parte dell’elettorato attivo per Palazzo Madama.Va detto che si tratta di successo a metà, in quanto credo che sarebbe stato opportuno equiparare a 25 anni come per la Camera, la possibilità di essere candidati.

Cosa che, invece, resterà un privilegio solo per gli over 40. Succede solo in Italia, nel mondo, che per essere eletti in parlamento servano quarant’anni.

Così come succede solo in Italia che ci sia un parlamento con due Camere con gli stessi poteri. I giovani non hanno solo bisogno di “dire la propria”, ma anche di contare nelle decisioni. E se si continua a precludere loro la possibilità di sedere in uno dei due rami del parlamento dove in parte si decide il loro futuro, non si rende un buon servizio al Paese.

La soluzione ideale? Fare una sola Camera di 600 deputati, rispettando così l’esito del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, eletta a suffragio universale e con la possibilità di essere eletti per chiunque abbia almeno compiuto 25 anni. Ci abbiamo provato una volta, vale la pena riprovarci.