Il piano di reclutamento nella pubblica amministrazione, insieme alla progettazione della governance del Pnrr e alle semplificazioni normative sono i “tre tasselli di uno stesso mosaico, che assicura al Pnrr un quadro normativo appropriato, un modello di gestione efficace e un’adeguata disponibilità di competenze, indicata come indispensabile anche dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali”.

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E’ quanto si legge nelle schede elaborate dal ministero della Funzione pubblica sul decreto legge reclutamento approvato dal Senato e che attende il via libera definitivo dalla Camera. Con questo decreto si raggiungono due obiettivi: da un lato si definiscono percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento dei profili tecnici e gestionali necessari all’attuazione del Piano, dall’altro lato si pongono le premesse normative per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal Pnrr (Pubblica amministrazione e giustizia).

La prima parte del provvedimento riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni e si compone di due Capi: il primo definisce le modalità speciali per il reclutamento per il Pnrr e per il rafforzamento della capacità funzionale della Pubblica amministrazione e il secondo prevede misure organizzative a supporto del sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Pnrr, ossia le assunzioni a completamento della governance del Piano.

La seconda parte invece contiene le misure organizzative per l’attuazione dei progetti nell’ambito delle missioni del Pnrr e si compone di due Capi: il primo è dedicato alle assunzioni per la transizione digitale e il secondo alle misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa. In breve le misure come riassunte dal ministero.

CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, CONCORSI IN 100 GIORNI
Per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato da parte delle amministrazioni titolari di interventi previsti dal Pnrr si applica la riforma dei concorsi pubblici con la valutazione dei titoli per le figure a elevata specializzazione tecnica e la previsione di una sola prova scritta digitale. Un percorso che consentirà di concludere le selezioni e procedere con le assunzioni entro 100 giorni. La durata dei contratti sarà di 36 mesi, rinnovabile per una volta e in ogni caso NON oltre il 2026. Il rinnovo sarà collegato al raggiungimento degli obiettivi del Piano, intermedi e finali, da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti. I bandi saranno pubblicati sul Portale del reclutamento, organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo. Le modalità di selezione semplificate potranno essere utilizzate anche per le assunzioni a tempo determinato da parte delle amministrazioni non interessate all’attuazione del Pnrr. Le amministrazioni potranno anche attingere dalle graduatorie concorsuali vigenti, anche di concorsi a tempo determinato.

LE ‘ALTE SPECIALIZZAZIONI’, LA PA IN CERCA DEI MIGLIORI TALENTI
Una modalità speciale di reclutamento è prevista per l’assunzione a tempo determinato delle alte specializzazioni: si tratta dei profili in possesso di dottorato di ricerca o master universitario di secondo livello, oppure della sola laurea magistrale o specialistica ma con esperienze documentate, qualificate e continuative di lavoro subordinato almeno triennali in organismi nazio internazionali e dell’Unione europea. Per questi profili è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul Portale del reclutamento, a seguito di una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della Funzione pubblica e basata anch’essa sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto. Una volta iscritti nell’elenco, i profili ad alta specializzazione potranno essere direttamente assunti dalle amministrazioni che necessitano di personale, sulla base della graduatoria e senza ulteriori selezioni. Le amministrazioni che non volessero attingere dagli elenchi e che ritenessero necessario procedere con propri concorsi rimarranno libere di farlo.

I PROFESSIONISTI E GLI ESPERTI: INCARICHI DI COLLABORAZIONE PIÙ TRASPARENTI
Per i professionisti, ordinistici e non ordinistici (ex legge 4/2013), il decreto legge prevede l’inserimento in elenchi sul Portale del reclutamento. Ciascun elenco è suddiviso in sezioni corrispondenti alle diverse professioni e prevede l’indicazione, da parte dell’iscritto, dell’ambito territoriale di disponibilità all’impiego. Gli elenchi saranno organizzati secondo i requisiti stabiliti con un decreto del ministro per la Pubblica amministrazione, previa intesa con la Conferenza Unificata, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Per l’attribuzione degli incarichi di collaborazione le amministrazioni devono chiamare almeno quattro professionisti o esperti tra quelli iscritti nel relativo elenco in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di un colloquio. Le amministrazioni devono pubblicare sul proprio sito Internet tutte le fasi della procedura.

PIÙ DIRIGENTI ESTERNI SOLO PER LE PA ASSEGNATARIE DI PROGETTI
Per permettere alle amministrazioni di reperire rapidamente manager qualificati, il decreto legge permette di aumentare, fino a raddoppiare, le percentuali oggi previste dalla legge per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla Pubblica amministrazione, ma soltanto per il periodo Pnrr ed esclusivamente per lo svolgimento di compiti strettamente e direttamente funzionali all’attuazione dei progetti. Una quota è riservata ai laureati in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (Stem). Mobilità senza limiti percentuali per la dirigenza di ruolo.

PER GLI ASSUNTI PNRR RISERVA DI POSTI NEI CONCORSI POST 2026
Gli incarichi di lavoro subordinato legati al Pnrr possono essere esclusivamente a tempo determinato, ma la Commissione Ue chiede che le competenze acquisite dalle Pa non vadano disperse dopo il 2026 e continuino a contribuire al rafforzamento della capacità amministrativa, obiettivo strategico della riforma. Per questa ragione il decreto legge fissa una riserva pari al 40% di posti nei concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per almeno 36 mesi per lavorare al Pnrr. I bandi di concorso del personale a tempo indeterminato sono pubblicati e organizzati in una base dati ricercabile in ogni campo sul Portale del reclutamento.

NUOVO CONCORSO SUD
Viene modificata la norma della legge di bilancio per il 2021, approvata dal precedente Governo, che aveva dato origine al Concorso Sud per l’assunzione di 2.800 tecnici a tempo determinato per la gestione dei fondi europei della coesione. Al criterio del possesso delle «correlate professionalità» si prevede, in alternativa, quello del possesso «di adeguato titolo di studio coerente con i profili da selezionare». La modifica consentirà di bandire un nuovo concorso per coprire le posizioni rimaste scoperte, consentendo di allargare la partecipazione anche ai più giovani, privi di esperienza professionale.

OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI
Vengono potenziati i canali di accesso qualificati dei giovani alla Pubblica amministrazione: finalmente sbloccata una norma del 2015 che prevedeva la possibilità per le Pa di stipulare contratti di apprendistato. Le amministrazioni possono attivare specifici progetti di formazione lavoro per l’acquisizione, attraverso contratti di apprendistato, di competenze di base e trasversali, nonché per l’orientamento professionale da parte di diplomati e di studenti universitari. A tal fine è istituito un apposito fondo con dotazione di 700mila euro per il 2021 e di 1 milione di euro a decorrere dal 2022.

MOBILITÀ VERTICALE: PROGRESSIONI PIÙ FLUIDE, SPAZIO AL MERITO
Sono previsti percorsi di crescita per il personale della Pa nell’ambito dei quali sono valorizzate non soltanto le conoscenze tecniche ma anche le competenze di carattere trasversale (manageriale, gestionale ecc.) che il dipendente abbia maturato durante la propria attività.
Per i FUNZIONARI Viene istituita dalla contrattazione collettiva nazionale un’ulteriore area per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione, che si aggiunge alle tre oggi previste. Fatta salva una riserva di almeno il 50% delle posizioni disponibili riservata all’esterno, le progressioni degli interni tra le aree avverranno con procedura comparativa basata sulla valutazione del dipendente conseguita negli ultimi tre anni, sul possesso di titoli o competenze, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti.
Per i DIRIGENTI DI PRIMA FASCIA sono riattivati i concorsi per l’accesso all’alta dirigenza pubblica, previsione introdotta dalla riforma Brunetta del 2009 ma poi disapplicata. Il 50% dei posti sarà riservato agli esterni, il 50% agli interni. Entro il 31 dicembre di ogni anno le amministrazioni indicano, per il triennio successivo, il numero dei posti che si rendono vacanti per il collocamento in quiescenza e la programmazione relativa a quelli da coprire attraverso concorso. Se è richiesta specifica esperienza, peculiare professionalità e attitudini manageriali, l’attribuzione dell’incarico può avvenire attraverso il coinvolgimento di primarie società di selezione del personale dirigenziale e la successiva valutazione della candidature proposte da una commissione indipendente, composta anche da membri esterni.
Per i DIRIGENTI DI SECONDA FASCIA una quota del 70% dei posti a concorso sarà riservata agli esterni (fino ad almeno il 50% si attingerà dal corso-concorso bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione). Una quota del 30% sarà invece riservata agli interni che abbiano maturato almeno cinque anni di servizio nell’area o categoria apicale oppure siano in possesso del titolo di dottore di ricerca. Il personale è selezionato attraverso procedure comparative bandite dalla Sna che tengano conto della valutazione conseguita nell’attività svolta e che servano a valutare capacità, attitudini e motivazioni.

Nei concorsi indetti da Stato, Regioni, Comuni e dai loro enti strumentali, a tutte le persone con disturbi specifici dell’apprendimento è assicurata la possibilità di sostituire le prove scritte con un colloquio orale o di usare strumenti compensativi, nonché di usufruire di tempi più lunghi. Queste misure devono essere esplicitamente previste nei bandi, pena la loro nullità.

MOBILITÀ ORIZZONTALE: SI ALLENTANO LE MAGLIE DEI NULLA OSTA
Potranno esercitare i nulla osta per la mobilità orizzontale tra amministrazioni soltanto gli enti con una scopertura di organico superiore al 20%, con l’esclusione del personale della scuola, della sanità e di quello in regime di diritto pubblico (sicurezza, magistratura, diplomazia). Rimane la necessità di previo assenso dell’amministrazione di appartenenza nel caso in cui si tratti di posizioni dichiarate motivatamente infungibili dall’amministrazione cedente. Per gli enti locali si applicano misure speciali tese a garantire la funzionalità delle amministrazioni con un numero contenuto di dipendenti e si mantiene l’esigenza del nulla osta per il personale assunto da meno di cinque anni.

SELEZIONI UNICHE DEGLI ENTI LOCALI PER ELENCHI DI IDONEI
Viene introdotto un sistema che consente agli enti locali di associarsi per svolgere selezioni uniche tese a formare elenchi di idonei all’assunzione a tempo determinato o indeterminato per vari profili professionali e categorie, compresa la dirigenza. Lo scopo è quello di realizzare sinergie vincenti che consentano di abbattere sia i costi delle selezioni sia i tempi tecnici necessari per il bando, lo svolgimento e la definizione del concorso.

VALORIZZAZIONE ECONOMICA: POTRANNO ESSERE SUPERATI I TETTI PER IL SALARIO ACCESSORIO
I tetti di spesa relativi al trattamento economico accessorio potranno essere superati secondo criteri e modalità da definire nei contratti collettivi nazionali di lavoro e compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Il decreto recepisce così l’impegno assunto dal Governo nell’ambito del Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale sottoscritto dal Presidente Draghi e dal Ministro Brunetta con i sindacati lo scorso 10 marzo.

RESTYLING FORMEZ E SNA
Vengono introdotti strumenti di supporto alle amministrazioni nell’attuazione del Pnrr. In particolare sono potenziate le funzioni di Formez Pa: l’ente dovrà fornire assistenza tecnica alle amministrazioni sia per l’attuazione dei progetti, sia per il reclutamento delle professionalità necessarie. Per questa ragione, il Cda cambierà composizione con l’ingresso di tre rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, anziché i due precedentemente previsti, per garantire un migliore coordinamento degli interventi a tutti i livelli di governo, e saranno rafforzati i requisiti di professionalità del Direttore generale. Viene rafforzata la Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) potenziandone le funzioni di supporto per l’attuazione del Pnrr, introducendo la figura del Segretario generale, con compiti amministrativi molto incisivi, e si potenzia il ruolo del Presidente, che presiede il Consiglio di gestione, e le sue competenze di carattere scientifico-accademico. Funzione della Sna sarà di irrobustire la formazione dei dipendenti pubblici, anche attraverso partnership strategiche con altre Università ed enti di alta formazione e ricerca italiani e internazionali.

ARRIVA IL PIANO UNICO DELLA P.A.
Vengono introdotti strumenti per la pianificazione e il monitoraggio dei processi di innovazione organizzativa delle Pa. In particolare: ogni amministrazione sarà tenuta entro il 31 gennaio di ogni anno a presentare il “Piano”, “Piano integrato di attività e organizzazione”, un documento di programmazione unico che accorperà, tra gli altri, i piani della performance, del lavoro agile, della parità di genere, dell’anticorruzione (impregiudicate le competenze di Anac). Restano esclusi dall’unificazione soltanto i documenti di carattere finanziario.

In Conferenza Unificata sarà approvata un’intesa sul modello standard di “Piano” e su un format semplificato per le amministrazioni sotto i 50 dipendenti. Coerentemente con l’approccio adottato per la governance del Pnrr, prosegue il ministero della Funzione pubblica, “molte delle innovazioni del decreto legge poggiano su una forte collaborazione sia con le Regioni, le Province e i Comuni, che diventano protagoniste di alcuni passaggi cruciali (definizione dei requisiti per il reclutamento di tecnici ed esperti, dei criteri di allocazione dei 1.000 esperti per la gestione delle procedure complesse, impostazione dei Piani delle PA) sia con i sindacati.

Alla contrattazione si rinvia infatti per gli interventi sulla valorizzazione delle persone: la nuova area di inquadramento e il superamento dei tetti per i trattamenti accessori, misura chiave per potenziare la produttività nelle amministrazioni”.

VERSO PARITA’ DI GENERE
Il piano di reclutamento a tempo determinato, il conferimento di incarichi di collaborazione, l’apprendistato, le mobilità e le progressioni di carriera sono attuati assicurando i criteri orientati al raggiungimento di una effettiva parità di genere, secondo quanto previsto dal Pnrr.

MILLE ESPERTI A SUPPORTO DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI PER LE SEMPLIFICAZIONI
Il decreto autorizza il conferimento di incarichi di collaborazione a 1.000 esperti per il supporto alle amministrazioni locali nella gestione delle procedure complesse (come le valutazioni ambientali), come previsto dall’accordo interistituzionale legato all’Agenda per la semplificazione