“Promuovere la parità di genere, la partecipazione femminile alla politica e nelle istituzioni è un dovere: per farlo, però, non bastano le quote. Bisogna crederci e costruire la parità prima di tutto di opportunità, creare le condizioni affinché donne e uomini possano essere allo stesso modo ai blocchi di partenza e poi giocarsi le proprie opportunità attraverso le capacità di cui si dispone”. Così il deputato forlivese Marco Di Maio alla Conferenza regionale delle donne Pd, svoltasi sabato mattina a Forlì.
“Forlì è una città che ha fatto molto per favorire la presenza femminile nelle istituzioni e nella politica – ha detto il giovane parlamentare – prima che la parità di rappresentanza fosse un ‘trend’ nazionale. Tanto che abbiamo la possibilità di lanciare oggi da Forlì, una proposta a tutti i Comuni che vanno al voto e a tutti i candidati: fare ciò che ha fatto Forlì, modificando lo statuto dei Comuni per assicurare che il genere meno rappresentato debba comunque essere presente in giunta per almeno il 40% dei componenti delle giunte comunali. La proposta che facciamo è che questa modifica di statuto avvenga in tutti i Comuni che vanno al voto e che ancora non l’hanno fatto”.
E poi un’altra sfida: “C’è una battaglia di cambiamento culturale da combattere – ha aggiunto Marco Di Maio – che riguarda anche come leggiamo la nostra storia e il nostro passato; ad esempio sentiamo sempre parlare di padri costituenti, padri fondatori… Spesso dimenticando o lasciando in disparte il contributo dato dalle donne alla Liberazione e all’evoluzione della nostra civiltà”. Come Iris Versari, martire della Resistenza, ricordata dal giornalista del ‘Corriere della Sera’, Aldo Cazzullo, durante il concerto del Primo maggio.

“Questo Governo e questo parlamento – ha aggiunto Marco Di Maio – stanno facendo molto per favorire un maggior protagonismo femminile; sempre più provvedimenti contengono politiche e azioni per promuovere la conciliazione dei tempi di vita con quelli dell’ìmpegno lavorativo e sociale. E poi, è il primo governo della storia italiana ad essere composto per metà da donne, per la prima volta ai vertici delle più grandi aziende di Stato sono state nominate delle donne e nelle settimane scorse abbiamo approvato la legge che contrasta la pratica vergognosa delle ‘dimissioni in bianco’ che metteva sotto ricatto molte donne, soprattutto giovani. Dobbiamo insistere su questa strada, senza timori”.

A cura dell’ufficio stampa