Sono stati sospesi i primi sanitari, tra medici e infermieri, dell’Ausl Romagna che hanno rifiutato di vaccinarsi, non rispettando la legge che ne obbliga l’immunizzazione.

Un atto necessario per tutelare la salute di tutti i pazienti e a favorire la lotta contro il virus. Per fortuna i casi di personale sanitario “no-vax” nella nostra regione sono piuttosto rari (il 90% si è vaccinato, ma chi non l’ha ancora fatto spesso è perché ha motivazioni valide come l’essere incinta o essere da poco guarito dal covid); tuttavia è fondamentale essere irremovibili con chi, ostinatamente, rifiuta di vaccinarsi.

È inutile girarci attorno: il vaccino è l’unica arma che abbiamo per battere il virus e non possiamo permetterci che, proprio chi lo deve affrontare in prima linea, esponga se stesso e soprattutto gli altri al rischio di contagio e diffusione.