Un altro importante provvedimento è stato approvato questa settimana alla Camera, è quello che riguarda la proposta di legge sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. Il testo viene ora trasmesso al Senato, che potrà approvarlo così com’è oppure modificarlo (e a quel punto tornerà alla Camera per il via libera definitivo). In estrema sintesi la legge prevede obbligo di chiusura dei negozi per almeno sei giorni fissi l’anno, multe (salate) per chi non rispetta l’obbligo, possibilità per i sindaci di limitare l’apertura dei locali nei luoghi della cosiddetta “movida”, ma con ordinanze che hanno valenza di tre mesi. E ancora: possibilità per le Regioni di istituire un osservatorio sull’orario dei negozi e istituzione di un Fondo di 90 milioni di euro dal 2015 al 2020 per aiutare le microimprese, anche per le spese legate all’obbligo di dotarsi del Pos per il pagamento con la moneta elettronica.

 

6 GIORNI OBBLIGATORI DI CHIUSURA, ALTRI 6 OPZIONALI Viene disposto che non ci siano per i negozi obblighi di orari, della mezza giornata di chiusura infrasettimanale e di chiusura domenicale e festiva, ad eccezione dei seguenti giorni: 1° gennaio, 6 gennaio, 25 aprile, la domenica di Pasqua, Pasquetta, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre. Si dispone però che “ciascun esercente l’attività di vendita al dettaglio” possa “liberamente derogare” dall’obbligo di 12 giorni fissi di chiusura “fino a un massimo di 6 giorni, dandone preventiva comunicazione al Comune competente per territorio” con tempistica e modalità “che verranno determinate con decreto del ministero dello Sviluppo economico da emanarsi, sentita l’Anci, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

 

NO OBBLIGO CHIUSURA PER BAR E RISTORANTI L’obbligo di chiudere gli esercizi commerciali per almeno 6 giorni l’anno e quello di chiusura domenicale è escluso per “le attività di somministrazione di alimenti e bevande”, come bar, ristoranti ma anche alcuni tipi di supermercato, e poi per le categorie già esentate dalle liberalizzazioni di Bersani, come pasticcerie, fiorai, edicole, tabaccai, aree di servizio, librerie.

 

 

PER NEGOZI CHE APRONO, MULTE FINO A 12MILA EURO Gli esercizi commerciali che non rispettano l’obbligo di chiusura saranno puniti con una multa da 2mila a 12mila euro e, in caso di particolare gravità e recidiva (cioè la violazione per due volte in un anno), con la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da uno a dieci giorni.

 

IN LUOGHI MOVIDA RESTRIZIONE ORARI LOCALI OGNI 3 MESI Il sindaco di un Comune, “sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, può decidere ma solo “per un periodo non superiore a tre mesi” e nelle zone “interessate da fenomeni di aggregazione notturna”, ovvero zone della movida, gli orari di apertura e chiusura di esercizi e attività commerciali “qualora esigenze di sostenibilità ambientale o sociale rendano necessario limitare l’afflusso di pubblico in tali zone e orari”.

 

FONDO PER MICROIMPRESE: 90 MLN DAL 2015 AL 2020 Viene istituito un Fondo per le microimprese in cui confluiscono 18 milioni di euro complessivi l’anno, di cui 15 milioni di euro dal 2015 al 2020 per i contributi per le spese sostenute per l’ampliamento dell’attività e per la dotazione di strumentazioni e 3 milioni dal 2015 per i contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari degli immobili, di proprietà sia pubblica sia privata e di contributi per l’acquisizione di servizi.

Le risorse vengono reperite “quanto a 3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2015 e 2016, dello stanziamento del fondo speciale del Mef per l’anno 2014” e quanto ai “15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2015 e 2016, dello stanziamento del fondo speciale, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, del ministero dell’Economia per l’anno 2014” e in parte “del ministero del Lavoro”.

 

FONDO MICROIMPRESE ANCHE PER SPESE POS Dal Fondo per le microimprese la dotazione di 15 milioni di euro l’anno verrà utilizzata anche per “tutte le spese imposte dagli istituti bancari, sia fisse che variabili, compresa la strumentazione necessaria per il pagamento con moneta elettronica”, ovvero il Pos.

 

OSSERVATORIO FACOLTATIVO REGIONI SU ORARI NEGOZI Il testo dispone che “ciascun comune, anche in coordinamento con altri Comuni contigui, in particolare nelle aree metropolitane, può predisporre accordi territoriali non vincolanti per la definizione degli orari e delle chiusure degli esercizi commerciali”. Si dispone anche che le Regioni possono istituire un osservatorio sugli orari e le chiusure degli esercizi commerciali.