Le “Pietre d’inciampo“ sono piccoli blocchi di pietra sui quali viene apposta una piastra in ottone sulla quale sono scritti i nomi, la data di nascita, la data di morte e il luogo di deportazione di chi abitava nella casa di fronte durante l’occupazione tedesca.

Come avviene già in diverse parti d’Italia ed Europa, in questo modo si ricorda la tragedia umana e sociale della Shoah, delle deportazioni ad opera dei nazifascisti avvenute verso la fine della seconda guerra mondiale. Un’opera semplice, ma dal grande impatto visivo, emotivo, storico.

Sosteniamo la proposta di Gabriele Zelli di collocare queste “Pietre d’inciampo” anche nei punti più significativi della città di Forlì. Anzi, sarebbe bello che diventasse una prassi in tutte le città, a partire da quelle della Romagna.

Coltivare la memoria di ciò che è stato uno dei più grandi disastri compiuti dall’uomo è l’unico vaccino possibile contro il riproporsi di quelle ideologie.