Sanita’, scuola, cultura, digitalizzazione, ambiente: con il raggiungimento degli obiettivi del primo semestre dell’anno prendono concretamente forma alcuni importanti tasselli del Piano di trasformazione del Paese. Oltre al fatto che ci permette di chiedere il pagamento di altri 21 miliardi di euro di finanziamenti all’Unione europea, seconda rata dei contributi previsti dal piano Next Generation EU (che per l’Italia vale più di 200 miliardi).

Ecco i principali interventi riportati sul sito del governo “Italia Futura”.

– SANITA’ TERRITORIALE: Firmati accordi tra ministero della Salute e Regioni/Province autonome che definiscono i requisiti per la nuova assistenza, con la riorganizzazione della medicina territoriale in case della comunita’ (almeno 1.350), ospedali di comunita’ (almeno 400) e centrali operative territoriali (almeno 600). L’obiettivo al 2026 e’ quello di avere queste strutture interconnesse, tecnologicamente attrezzate, completamente operative e funzionanti. Inoltre, entro il 2026 gli strumenti di telemedicina dovranno consentire di fornire assistenza ad almeno 800.000 persone over 65 anni in assistenza domiciliare.

– RIGENERAZIONE URBANA: Per la riqualificazione e la valorizzazione dei territori si firmano 158 convenzioni per i programmi innovativi della qualita’ dell’abitare (PInQuA); si assegnano, inoltre, a 483 Comuni risorse per 1.784 opere di rigenerazione urbana e ad almeno 250 borghi risorse per un programma di sostegno allo sviluppo economico e sociale attraverso l’attrattivita’ e il rilancio turistico; stipulati 6 accordi per rafforzare la valorizzazione turistica e culturale di Roma Caput mundi.

CULTURA: Sono stati definiti interventi volti alla valorizzazione del patrimonio culturale, tra cui parchi e giardini storici, architettura e paesaggio rurale, il miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei e la sicurezza sismica nei luoghi di culto.

– APPALTI PUBBLICI: Con l’approvazione della legge delega in tema di appalti pubblici, si consente il riordino di un settore che rappresenta quasi il 10% del PIL nazionale. Tra i principali obiettivi associati alla riforma, quello della riduzione dei tempi della fase di aggiudicazione degli appalti, nonche’ quello della digitalizzazione, qualificazione e riduzione delle stazioni appaltanti (che ad oggi sono circa 40mila).

– DIGITALE: Si entra nella fase di realizzazione dei nuovi progetti di connessione, con l’aggiudicazione dei progetti relativi a scuole, strutture sanitarie, isole minori e territorio, incluse le aree oggi meno connesse. Uno sforzo di connessione per fornire servizi e opportunita’, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, concorrendo tra l’altro ad abbattere i divari formativi, sanitari e sociali del Paese.

– ISTRUZIONE E UNIVERSITA’: E’ stata riformata la carriera dei docenti con la definizione di nuovi sistemi di reclutamento e di formazione della classe docente. Nel settore della ricerca le novita’ piu’ importanti sono L’aggiudicazione dei progetti riguardanti i cinque Campioni nazionali per la ricerca, il maggior collegamento con le realta’ del territorio, la promozione della mobilita’ dei ricercatori e la semplificazione dei fondi per la ricerca. Ci sono poi fondi (550 milioni) per start up nelle filiere digitale ed ecologiche.

– TRANSIZIONE ECOLOGICA: Sono stati definiti la strategia nazionale dell’economia circolare e il programma nazionale per la gestione dei rifiuti. La Strategia nazionale individua le azioni, gli obiettivi e le misure per assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare. Il Programma nazionale di gestione dei rifiuti costituisce a sua volta uno dei pilastri strategici e attuativi della Strategia nazionale, trattandosi di uno strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome. Sono, inoltre, aggiudicati i contratti per la costruzione di impianti di produzione degli elettrolizzatori: una filiera industriale per la produzione di idrogeno verde.

–  RIFORMA PA: La riforma del pubblico impiego puo’ beneficiare di una nuova spinta su concorsi, formazione e mobilita’ dei dipendenti, con l’obbligo di accedere al portale inPA per tutte le procedure di selezione, in prima battuta per le amministrazioni centrali, e il rafforzamento di Formez PA e della Scuola Nazionale dell’Amministrazione.