“Che in Italia ci sia bisogno di privatizzare parte del patrimonio pubblico è quanto mai sacrosanto, dunque il Governo e il presidente Letta hanno fatto bene ad avviare questo percorso; ma se l’obiettivo è andare a ridurre il debito pubblico, quella che si è annunciata è un atto irrilevante”. Lo ha affermato il deputato Marco Di Maio, parlando in diretta televisiva a Milano a Class Cnbc, la televisione del mondo economico e dei mercati finanziari.

Intervistato dalla giornalista Valeria Patanè, il giovane deputato romagnolo ha aggiunto che “i proventi di questi privatizzazione andrebbero solo in parte a ridurre il debito pubblico, di qualche miliardo a fronte degli oltre 2mila miliardi a cui ammonta; sarebbe più utile destinarlo alla riduzione della pressione fiscale e al sostegno alle imprese. Se si vogliono ottenere cifre considerevoli, c’è un immenso patrimonio immobiliare pubblico non utilizzato o comunque vendibile che potrebbe essere messo sul mercato”.

Sul sostegno alle aziende, Di Maio ha parlato anche di “utilizzare i soldi derivanti dai risparmi derivanti dalla ‘spending review’ di cui si occuperà il commissario Cottarelli per abbattere il peso del costo del lavoro, uno dei limiti strutturali del nostro sistema produttivo”. A proposito di riduzione della spesa, il parlamentare romagnolo ha apprezzato “l’approccio non impositivo ma di coinvolgimento dei lavoratori pubblici e delle strutture operative per riuscire a ottenere davvero i risparmi sperati”. Del resto “non è con la caccia alle streghe o fustigando il pubblico impiego ‘a prescindere’, che si possono ottenere risultati: la storia recente lo insegna”.