Il Governo deve rapidamente modificare o chiarire le modalità applicative del decreto “riaperture” sulla parte della scuola.
Non è concepibile che il personale non vaccinato che non si uniforma all’obbligo vaccinale (che resta per legge) venga riammesso a scuola senza poter svolgere attività di insegnamento, ma a stipendio pieno. Esattamente come la stragrande maggioranza del personale scolastico (docenti e personale tecnico-amministrativo) che si è vaccinato nel rispetto delle indicazioni di legge, della scienza e della doverosa protezione dei ragazzi e di se stessi.

Il paradosso è che queste persone torneranno a scuola senza poter svolgere attività a contatto degli altri, ma se sono insegnanti servirà pagare in aggiunta al loro stipendio anche un supplente per sostituirli nella docenza.
Tra l’altro, attingendo alle risorse necessarie per questo ulteriore costo del dal fondo per la valorizzazione dei docenti che era nato su nostra iniziativa per premiare il merito, la formazione, l’impegno dei docenti.

Ora, invece, serviranno per far fronte ai costi indotti dal personale che si ostina a non vaccinarsi. Ingiusto e anche difficilmente accettabile.
Il messaggio che arriva alla società e soprattutto ai ragazzi, è del tutto negativo: si mettono sullo stesso piano vaccinati e non; si fa pagare il costo indotto da chi se ne frega della campagna di protezione della salute sulla totalità del personale scolastico che vedrà ridotto il fondo per il merito; si trasmette l’idea che immunizzarsi o non farlo, è la stessa cosa.

Così non va. Chiediamo al ministero dell’Istruzione di spiegare, chiarire e se necessario modificare questa norma assurda e contraria ai principi che abbiano faticosamente promosso in questi due anni di pandemia.