La Romagna svetta nella classifica della qualità della vita per bambini, giovani e anziani. Questa una speciale rilevazione svolta da “Il Sole 24 ore” sulla base di dati raccolti da vari istituti pubblici e privati. Si conferma, dunque, il positivo contesto di vita che le nostre province sono in grado di offrire. 

Non si tratta della consueta rilevazione di fine anno che stabilisce, tenendo conto di tutte le fasce d’età e degli aspetti economici, sociali, culturali, la graduatoria delle province in cui si vive meglio, ma è una speciale analisi dedicata esclusivamente a bambini, giovani e anziani.

Ravenna risulta la provincia che offre il contesto più favorevole in Italia per i giovani, classifica nella quale anche la provincia di Forlì-Cesena ottiene un lusinghiero terzo posto dietro Ferrara. I parametri presi in considerazione in questo caso riguardano, tra l’altro, numero di laureati tra i 25-29 anni, tasso di dissocupazione giovanile, età media di maternità, presenza di aree sportive, imprenditoria giovanile, amministratori pubblici sotto i 40 anni, differenza di affitti tra centro e periferie.

La particolarità è che nè Ravenna nè Forlì-Cesena primeggiano in nessuno di questi parametri, ma si collocano nella fascia alta di tutte le caratteristiche prese in esame. A testimoniare una qualità diffusa e meglio distribuita tra la popolazione rispetto a tutte le altre province italiane.

Sempre la provincia di Ravenna, poi, risulta essere la seconda più accogliente per la popolazione anziana, dove si prendono a riferimento parametri quali speranza di vita, spese per l’assistenza domiciliare degli anziani e per il trasporto, numero di infermieri ogni 100mila abitanti (Ravenna prima in Italia), orti urbani, consumo di farmaci, morti per demenze o malattie del sistema nervoso.

Ravenna è anche l’unica delle tre province romagnole a collocarsi tra le prime dieci d’Italia nella graduatoria della qualità della vita per i bambini, piazzandosi all’ottavo posto. A determinare la classifica in questo caso è un insieme di dodici parametri tra cui spazio abitativo, edifici scolastici, rette di frequenza, studenti per classe, reati denunciati a danno di minori, pediatri attivi ogni mille bambini tra gli 0-14 anni.