A Bertinoro con tutti i sindaci del territorio forlivese ho partecipato alla firma del protocollo sulla Rigenerazione urbana. Un impegno collettivo (imprese CNA, enti pubblici, imprese) fatto di recupero edilizio, energia, ambiente per riqualificare le città e dare respiro, in modo innovativo e sostenibile, al settore dell’edilizia.

Ogni Comune deve ripensare e rinnovare il proprio tessuto urbano e sociale, ponendo particolare attenzione alle esigenze della comunità e alla realizzazione di servizi per i cittadini. Le differenti priorità delle politiche connesse allo sviluppo territoriale e alla rigenerazione urbana, al turismo e all’innovazione tecnologica, alla coesione e all’inclusione sociale: sono le tante variabili di cui bisogna tenere conto per la pianificazione urbana.

Una strada verso cui la rigenerazione urbana sta andando è quella del recupero degli spazi industriali dismessi. Queste aree, da luoghi emblematici della storia e del lavoro della città, si trasformano in luoghi che assumono una nuova funzione di aggiornamento culturale; sempre più tecnologici, energicamente sostenibili, luoghi in cui è possibile dialogare e incontrarsi. La bellezza di questi progetti è che i luoghi invisibili della città ritornano ad essere visitabili e acquisiscono un nuovo valore e allo stesso tempo pongono un freno al consumo del territorio comunale.

A Forlì, grazie alla legge sul federalismo demaniale, l’area dell’ex distretto militare e convento di Santa Maria della Ripa passerà al Comune di Forlì. Questo potrebbe essere un’ulteriore passo per il nostro Comune di recuperare un’area verde del centro storico che attualmente è inaccessibile ai cittadini. Questi principi guideranno anche la realizzazione del nuovo Poc, piano operativo comunale, del Comune di Forlì.
Credo che il protocollo sulla rigenerazione urbana siglato da Cna e dai sindaci forlivesi, possa diventare una “buona pratica” anche a livello nazionale. Proveremo a renderla tale.